Interflows Sistemi e dimensioni della nuova comunicazione 

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Ecologia della Internet Telephony


di Luciano Petullà                                                

Vi sono fenomeni della Net Economy che al loro sorgere hanno attirato grande attenzione per poi cadere in una specie di oblio informativo, riemergendo di tanto in tanto in qualche trafiletto di cronaca high tech. Al contrario, l’avventura della Internet Telephony, iniziata come gioco quasi amatoriale nel 1995, continua ad attirare le attenzioni degli addetti ai lavori mentre sta trasformando le infrastrutture ed i modi di operare in segmenti di mercato “invisibili” alla grande utenza, in quanto gestiti direttamente da carrier di telecomunicazione e ISP, che sostituiscono e regolano i traffici voce con la nuova tecnologia . Si ripete, in un certo senso, la storia della dinamo o del motore elettrico, divenuti effettivamente rivoluzionari a mano a mano che si insinuavano - lentamente e silenziosamente - come elementi di progettazione nativi nelle implementazioni delle nuove infrastrutture e organizzazioni, contribuendo a riformularne le economie.
Con l’offerta di servizi telefonici direttamente all’utenza domestica, la telefonia su IP è approdata alla sua ultima fase di sviluppo, fase in cui tenterà di incalzare gli equilibri economici consolidati nell’industria delle TLC, laddove gli introiti relativi ai venerandi servizi voce pesano per l’80-90% del fatturato (si stima che il 10% del traffico voce internazionale viaggi già su infrastrutture IP).
 
Con il crescere delle linee a banda larga, sono molte le aziende negli Stati Uniti che offrono servizi bundled dati/voce, o anche solo servizi voce che si aggiungono a quelli già attivi sulla linea ADSL. Vonage, ad esempio, prende il vostro apparecchio telefonico e, dopo averlo collegato ad un adattatore che trasforma la voce in pacchetti IP, lo dirotta sul modem ADSL e quindi sulla rete Internet verso un proprio server che gestisce i piani di instradamento delle comunicazioni inviate agli altri utenti telefonici (sia broadband che tradizional[1].
 
Ma vi è anche chi ha implementato una soluzione più radicale: telefonate IP solo tra utenti broadband, e per giunta gratis. E’ il pioniere Jeff Pulver (nella foto) con il suo Free World DialUp[2] che ha creato una sorta di Napster della telefonia (dando seguito a un suo precedente, famoso esperimento del 1996) seguito da poco dal fondatore di MP3.com e Lindows, Michael Robertson, con SIPphone[3]. In questo caso la rete telefonica tradizionale è saltata completamente: tutto accade sulla rete dati IP broadband dopo aver connesso all'accesso ADSL un telefono IP-native, unica apparecchiatura da acquistare per usufruire liberamente del servizio in una sorta di community.
 
Inutile dire che il difficile connubio tra la rete telefonica tradizionale e la rete dati Internet, così come era avvenuto alla nascita dell’Internet Telephony, continua a produrre forti attriti tra gli operatori vista la dimensione degli interessi in campo e la complessa realtà ereditata, sia in termini di gestione e organizzazione commerciale dei traffici che di implementazione delle infrastrutture di commutazione e trasporto. In fondo, nella parte finale della rete è soprattutto il doppino telefonico, l’ultimo miglio, a supportare virtualmente sia la rete dati (ADSL) che il servizio voce tradizionale, ed è, per la maggior parte, di proprietà dei tradizionali player delle TLC.
 
E’ in questa ottica che vanno forse lette le complicate e farraginose regole (ben 600 pagine) che la FCC, ente di regolamentazione federale delle tlc USA, ha ultimamente emanato[4]. Nel frattempo, da quando tra gli operatori si sono affacciati anche gli ISP, pendono le diatribe su come calcolare i compensi tra le compagnie che smistano le chiamate tra le diverse reti. Il quadro si va complicando, ma i meccanismi di routing delle chiamate telefoniche sono comunque da tempo fonte di elaborate sofisticazioni per acquisire, in dipendenza delle diverse rotte, maggiori margini di guadagno: con lo sfruttamento degli arbitraggi tariffari – come suddividere i costi della chiamata tra le alternative di rete offerte dai gestori che la possono supportare -può accadere che per parlare al telefono con un connazionale si passi sulla linea telefonica di uno Stato estero[5].
 
Un insieme di eventi che dimostra come la tecnologia, e quella di rete in particolare, vive e si muove in una sorta di ecologia sociale in cui vanno ricostruiti e riformulati equilibri più generali. Nel momento di effettiva offerta del servizio agli utenti finali, lo scontro si acuisce e il suo livello si sposta nel senso di una responsabilità più ampia, ad esempio rispetto la salvaguardia degli standard qualitativi raggiunti dal servizio nel tempo e dei suoi meccanismi di tutela. E così gli ISP non solo devono instaurare tra di loro e con gli altri operatori nuove forme di collaborazione tecniche ed economiche, ma sono anche costretti ad affrontare problemi di altra natura come la garanzia delle chiamate d’emergenza, o il supporto dei fondi per il servizio telefonico universale. La tecnologia coinvolge insomma aspetti tecnici, economici, politici, culturali e sociali che si configurano e sostengono vicendevolmente, rimodulandosi e adattandosi attraverso l’attiva “dialettica” del tempo, e ciò forse non è mai stato così evidente e a “portata di mano” dell’utente come in questo periodo. Una trasparenza che - insieme al concorso diretto dell’utenza nella stessa fase elaborativa della tecnologia - è il lato più interessante della New Economy.
 
Pubblicato su QUINTOSTATO.IT Martedî 2 Settembre 2003



[5] Ibid.