luciano petullà

systems and dimensions of new communication

Recensione del libro “The Economics of Attention: Style and Substance in the Age of Information” di Richard A. Lanham In un’epoca in cui la quantità delle informazioni si incrementa esponenzialmente e le forme della sua creazione, distribuzione e presentazione si innovano continuamente, il tema di un’economia dell’attenzione si affaccia in maniera stabile nelle riflessioni sugli impatti della rivoluzione digitale. In una società dove l’informazione abbonda e i flussi mediali incalzano è la nostra attenzione a diventare una risorsa scarsa, esageratamente sollecitata da problemi quantitativi, difficoltà a seguire tutto, e qualitativi, capacità di catturare e dare un senso ai contenuti proposti in nuove e varie modalità espressive, spesso ingegnosamente integrate (testi, video, suoni). A differenza di molti altri approcci, impegnati perlopiù a spiegare come sopravvivere a tale condizione e, casomai, a sfruttarne le logiche, le riflessioni di Lanham hanno il merito di focalizzarsi soprattutto sugli aspetti mediologici. Niente da dire, la cosa è sicuramente provocatoria se pensiamo agli allarmi ciclici nei confronti delle scelte di studio che svantaggiano i corsi universitari di natura più scientifica, mentre qui ci si concentra sulla necessità di aggiornare le nostre competenze in senso “culturale e sociale” per comprenderne le relative problematiche. Per l’autore, infatti, l’allocazione…

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Nell’ultimo romanzo, il maestro del brivido Stephen King vede il cellulare, in linea con certa tradizione letteraria, come spia di degenerazione umana Se l’obiettivo di Stephen King è di stupire e atterrire, devo ammettere che con me lo scopo è stato raggiunto già all’atto di sfogliare superficialmente le pagine del suo libro più recente, Cell (Sperling & Kupfer, pp. 544). Quando il mio sguardo è caduto sulle pagine finali non ho saputo trattenere un sobbalzo vedendo inserite le bozze del suo prossimo romanzo, non perché meravigliato della sua peraltro notoria prolificità ma perché trascritte con la sua grafia manuale, che pare essere la modalità con cui l’autore lavora ai suoi lunghi racconti. Non credo ci sia indizio più preciso, nell’era dei “word processor” e delle memorie digitali, per documentare al meglio la sua resistenza antitecnologica, peraltro ampiamente dispensata nell’opera. A dire il vero, nel mondo in cui viviamo, costruito e mantenuto in precario ma miracoloso (dis)equilibrio da un’infinita quantità di sistemi tecnici, scovare in un qualche artefatto tecnologico la ragione per sollecitare un certo turbamento è uno sport facile e invitante. Nello specifico, nel romanzo sono i cellulari ad agire come agenti di disordine e irrazionalità, diventando latori di misteriosi…

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In un volume pubblicato da Meltemi viene analizzata la genesi del percorso comunicativo congiungendo le dinamiche sociali, storiche e anche culturali Nell’ambito dell’interazione umana la comunicazione di massa non gode della stessa considerazione del dialogo. Anche se viviamo in società complesse di per sé inconcepibili senza il pieno dispiegamento delle capacità disseminative, le concezioni che abbiamo sull’argomento, maturate all’interno di una lunga tradizione di visioni e dibattiti contrastanti, stentano a comprendere i limiti e le possibilità delle dinamiche comunicative in relazione alle condizioni materiali e culturali, divenendo spesso, pregiudizialmente, dei veri e propri modelli normativi. Nel libro Parlare al vento. Storia dell’idea di comunicazione (Meltemi, pp. 478), lo studioso statunitense John Durham Peters ne ripercorre la storia con sguardo disincantato ma eticamente impegnato e, visto che la comunicazione ha un campo di accezione notoriamente esteso, decide di farci intraprendere un approfondito “scavo archeologico” nella sua genealogia. L’Occidente comunicativo: da Platone alla rivoluzione digitale A considerare i compagni di viaggio o i temi scelti per tale indagine si potrebbero avanzare delle perplessità sul fatto che il saggio possa avere una così grande presa sui nostri attuali enigmi. Gente abbastanza insolita, se escludiamo tutta la serie dei teorici – filosofi, psicologi, semiologi,…

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