luciano petullà

systems and dimensions of new communication

Il corpo dell’avatar Strana e affascinante storia quella della premiazione attribuita dal recente Festival del Cinema di Roma a Scarlett Johansson,  considerata  migliore attrice per aver prestato la sua voce, nel film Her del regista Spike Jonze, al nuovo sistema operativo di un conputer. Esso (lei, Samantha)  presenta nuove caratteristiche cognitive, intuitive e autoapprendenti che gli consentono di entrare in una relazione amorosa con il protagonista. Si è fatta molta ironia sulla faccenda partendo dal fatto che proprio in Italia non sentiremo mai la sua “presenza” attoriale essendo noto che da noi vige la rigida pratica di doppiare i film. Tra l’altro, la Johansson, ma anche molti altri vincitori, non si sono fatti vedere alla premiazione se non attraverso messaggi video. Insomma, ormai è assodato: siamo abituati a incontrarci in una natura mista di presenza online e offline, in questo caso molto più di prima specie. Il cinema, grazie alla sua fondante sensibilità per le forme fantasmatiche, tramite cui riesce a riprodurre il “massimo di realtà” (Alberto Abruzzese), si prende dunque l’incombenza di certificarlo. Per inciso, l’attrice una puntatina fisica preventiva al Festival l’ha fatta, ma pare trascinata in  un’operazione “ruffiana” utile a rianimare il livello delle ambizioni di un festival…

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Dalla crisi del controllo alla svolta dell’iper-controllo Una delle tesi più interessanti sulle tecniche di marketing e della pubblicità ci spiega come la loro nascita scaturisca dalla reazione ad uno stato avanzante di crisi di controllo. La forte spinta industriale dell’Ottocento potenziò enormemente una capacità produttiva che, improvvisamente, si trovò nelle condizione di dover/poter allargare il raggio della vendita, espandendo gli orizzonti del mercato e del consumo. Il marketing e l’advertising si posero il problema di studiare ed elaborare se e come far incontrare/collimare gli interessi ormai “diffusi” di produttori e consumatori. A distanza di secoli possiamo dire che il marketing ha guadagnato stima e dignità riguardo al compito originario. Sull’efficacia della pubblicità, invece, i pareri sono meno concordi se ancora oggi vediamo come continui ad imperare il detto “spray and pray”. Le chance di scrollarsi di dosso questo eterno scetticismo sull’effettiva capacità di agganciare con cognizione e tempismo le puntuali esigenze della potenziale utenza sono però di molto aumentate con la diffusione e utilizzazione degli strumenti e della comunicazione online. All’inizio di questa riflessione una premessa va fatta su ciò che abbiamo nel frattempo sperimentato; dove vi è la possibilità di trovare persone o ambienti/eventi polarizzanti un’umana attenzione, vi…

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L’incubo delle gabbie e il lievito delle contraddizioni Per i paesi collocati geograficamente e culturalmente nella regione occidentale del mondo  il mese di agosto è notoriamente un periodo in cui i pensieri per le vacanze, nella loro effettiva possibilità di concretizzazione — quindi di frustrazione o soddisfazione — possono favorire sentimenti controversi ma quasi tutti portatori di distrazione. Non conosciamo le effettive ragioni, ma potremmo anche pensare che sia questa la ragione che ha favorito il brutto incidente in cui è incappato Google, uno dei  pilastri fondamentali di internet — scherzosamente, qualcuno ha imputato il fatto alla decisione della stessa di non permettere più ai propri dipendenti di utilizzare il 20% del tempo di lavoro per progetti che esulano dai compiti specificamente assegnati…). Per la prima volta dopo molti anni — ma ora Google ha veramente un ruolo molto più centrale nella Rete — tutti i servizi dell’azienda sono venuti a mancare comportando un blackout di 11 minuti, in Europa dalle 1:37alle 1:48 AM del giorno 17/8/2013. La cosa impressionante è che il traffico globale di internet, secondo la ricostruzione di alcuni analisti, è contemporaneamente sceso di oltre il 40%!! Dunque, un evento enorme. “Come utenti siamo abituati a confidare…

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Teorie e pratiche di un concepimento Il mondo tutto sta festeggiando i 10 anni del telefono che funziona tramite internet. Anche se la storia della telefonia e della videotelefonia sulla Rete non coincide certo con quella di Skype, è innegabile che nella pratica del consumo  sia Skype il sinonimo di chat video/telefonica per la maggior parte delle persone al mondo – fatto facilmente riconosciuto anche da chi è emigrato su altre piattaforme. In realtà, il concepimento vero così come il lancio di software similari ma meno “fortunati” lo precedono di molti anni, quasi una decade, ed è parte di un sommovimento molto profondo e ampio che produrrà tutte le conseguenze che stiamo esperendo per l’intera filiera delle vecchie e nuove tele-comunicazioni. Da questo punto di vista è molto giusto ricordare con tanta enfasi l’avvento del telefono internettiano. Tra le iniziative che vogliono evidenziare l’avvenimento, mi piace segnalare quella del giornale inglese The Guardian che ha aperto sulla sua pagina di giornale online e su twitter (#skypestories) dei canali per ricevere sintetici feedback sul valore o l’uso di questo medium per le persone. Il flusso dei commenti e la varietà di storie, attività, usi, nazionalità degli utenti, così come critiche alle…

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Il miraggio delle Silicon Valley Accade spesso  a chi è avvezzo a seguire lo sviluppo dei prodotti digitali di imbattersi in commenti e riflessioni  sulla vitalità e abilità di trovare soluzioni e fondare aziende high-tech di successo da parte di alcuni distretti produttivi del globo. D’altra parte, l’attuale periodo di crisi economica e il continuo posticipo della sua fine stanno certificando la durezza del passaggio nell’era post-industriale, con tutti i suoi effetti  di “turbolent environment” sulle economie. La flessibilità e trasversalità delle  applicazioni dell’elettronica, del software e delle telecomunicazioni sono allora caratteristiche apprezzate per affrontare con una certa prontezza i cambiamenti e le prospettive, sia nella produzione che nel consumo. Lo scopo di questo breve intervento sarà quello di contrastare problematicamente le vulgate intorno al fenomeno delle start-up prendendo spunto da due interessanti contributi. Per inciso, sono quelli che ho incontrato, personalmente e casualmente, nelle sole ultime due settimane, e dimostrano probabilmente la forte presenza di una domanda montante e globale per inserirsi nel novero delle nazioni che possono contare su tali munizioni per affrontare un futuro meno travagliato in termini di lavoro e crescita. In gergo, se non problematizzate adeguatamente, si definiscono le strategie semplicistiche del “me too”. Dunque,…

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Medium, mediazione e immediatezza Nel momento in cui ci interroghiamo sulla condizione esistenziale a cui ci espongono le nuove forme di mediazione/immediatezza, che ci mettono nello stato di ampliare a dismisura situazioni, quantità di informazioni e contatti in qualche modo partecipati, abbiamo la possibilità di ritornare, zoomandoci sopra, sul lavoro a cui siamo sempre sottoposti dai modi di fare esperienza. Un aspetto più generale della condizione odierna riguarda il fatto che, come persone, stiamo vivendo un approccio meno filtrato agli avvenimenti: chiamati spesso, già in prima istanza, a rispondere direttamente al mondo, meno mediati dalle classiche agenzie/istituzioni o gruppi di appartenenza — famiglia, scuola, lavoro, politica — quasi in dovere di avere subito un’idea e “postare” una risposta. Tuttavia, se questo è l’aspetto macro, quando le potenti onde delle comunicazioni digitalizzate ci fanno fluttuare più velocemente tra l’immediato e il mediato, in tempi e spazi che abbandonano le rigide cesure diventando  soffici e continui, vi è anche, per così dire, un problema più intimo, una questione di vera e propria “micro-fisica” della mediazione. Se riprendiamo lo psicologo Gary Marcus, che parla dell’organismo umano in termini di “ingegneria approssimativa” (kluge) per descrivere l’opera rabberciata ma efficace che, nella storia evolutiva, ci…

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Un pit-stop per riflettere sugli aggiornamenti del corpo tecnologico Il clamore attorno al mega sistema di spionaggio delle comunicazioni elettroniche PRISM, gestito dalla National Security Agency statunitense ai danni dei cittadini di tutto il mondo, ha sollevato (oltre a una certa dose di indignazione) un brainstorming generale. In particolare, costretti a prendere posizione i politici non-USA hanno avuto l’occasione di mostrare sulla vicenda una mesta e disarmante incredulità, una reazione in linea con lo storico ritardo con cui i delegati al potere legislativo mancano di comprendere regolarmente le dinamiche tecnologiche più “hard”. D’altro canto, il turbo-sviluppo dell’attuale ICT e il loro concatenarsi veloce con fattori economici, politici e culturali fornisce a tutti noi abbondanti alibi per arrancare. In realtà, di fronte al privilegio di poter utilizzare sistemi di comunicazione e informazione così sofisticati, l’ingenuità non dovrebbe poter annoverarsi tra le scusanti. Per inciso, attorno ai nuovi media vi è sicuramente un alone di panico morale che è lecito scansare, anche aprioristicamente, perché ormai fuori tempo. Per dire, lo storico della comunicazione John Durham Peters ha notato come vi sia un nesso profondo tra privacy e timore della disseminazione, che egli analiticamente lega alla paura dell’eros – massificazione dei contatti, pericoli…

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E’ appena uscito presso l’editore  Franco Angeli un libro collettaneo Media che cambiano, parole che restano curato da Davide Borrelli e Mihaela Gavrila che mi vede coinvolto su due temi, quello del cloud computing e dell’ubiquitous media, due fronti che collocano i miei contributi nella sezione del testo più legata ai recenti cambiamenti nelle pratiche mediali. Più in generale, riprendendo dalla introduzione, il libro prende in esame alcune fra le più significative trasformazioni che stanno investendo il mondo della comunicazione e con esso l’intera società globale. Lo abbiamo fatto a partire da ventisette parole chiave che, a nostro giudizio, rappresentano altrettanti vettori di cambiamento nel panorama sociale e culturale contemporaneo. Più che un lessico sui media, abbiamo inteso allestire un repertorio di temi e di idee per osservare e leggere il presente dal grandangolo della comunicazione e delle sue mediamorfosi tecnologico-culturali (Fidler, 1997; Morcellini,2000; Manovich, 2010). Il volume è stato concepito per fare il punto sulle nuove tendenze che emergono oggi nel panorama dei media, ma anche e soprattutto per contribuire ad allargare lo spettro dei fenomeni oggetto di studio dei “comunicazionisti” (in particolare degli studiosi dei media propriamente intesi) nella convinzione che, dal loro osservatorio privilegiato, essi possano dire…

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Retoriche ed ebbrezza degli effetti In continuità con gli ultimi contributi, tratteremo qui il tema della velocità prendendo in considerazione una sua ultima declinazione diventata a noi particolarmente cara, la velocità di accesso alle reti di telecomunicazioni. Considerata da tempo obiettivo primario per lo sviluppo economico e sociale in quasi tutte le nazioni del mondo — garanzia di una fluida e costante connettività tra persone/ambienti digitalmente attrezzati — possiamo affermare che questa nuova condizione tecnologica si sta rivelando, usando la definizione con cui l’antropologo ed economista Karl Polanyi descriveva la connaturalità a fondere le nostre esistenze con le moderne infrastrutture tecnologiche (1944), una “realtà inesorabile”. Al riguardo, ci permettiamo  di ordire una piccola premessa. Quando sentiamo discettare di velocità d’accesso siamo istintivamente portati a pensare che sia, fondamentalmente, un problema più tecnico, importante ma poco affascinante. Anzi, per dirla tutta, abbastanza noioso. In effetti, l’ampiezza dello spettro tematico che dovrebbe interessare le forme e i media della comunicazione, proprio alla luce della scarsa comprensione della nostra plasticità fisica e psichica e delle attrattive culturali della modernità, risulta essere un problema che attanaglia anche i cosiddetti ambiti scientifici. Nonostante le continue prove degli effetti trasversali e profondi che le nuove condizioni…

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