Interflows Sistemi e dimensioni della nuova comunicazione 


Luciano Petullà

Media e computer liquidi

Le dimensioni dell'ubiquitous computing e la ricattura del mondo

Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione si sono inserite stabilmente nelle trame dell’economia, della cultura e della società influenzando il rapporto che intratteniamo con la realtà circostante fino a stabilire interazioni che coinvolgono idee, cose, luoghi e avvenimenti che, al di là del luogo e del tempo, si legano con esperienze personali sempre più intime. La liquidità digitale dei media e dei computer è la via per accentuare ulteriormente il corto circuito tra la nostra nuda vita e il variegato mondo “esterno”. La disponibilità di risorse cross-mediali, la loro polverizzazione e diffusione nei materiali, nei corpi e nella stessa aria che respiriamo, insieme alla crescente facilità di utilizzo e alla loro plasmabilità progettuale, sono un elemento partecipe del più ampio reshuffling socio-culturale dell’epoca postindustriale.
Seguendo un approccio minimale che parte da esempi concreti dell’info-comunicazione ubiqua, il lavoro esamina le combinazioni che stanno ridefinendo il senso e la nostra sostanza di uomini della network society, così come l’emergere di dimensioni che sembrerebbero apparire “aliene”, delineando un movimento che, attraverso un’opera trasversale di ri-mediazione e di riappropriazione soggettiva e sociale, prova a superare la condizione di impersonalità e di sradicamento dal contesto (disembedding) tipiche dei sistemi tecno-sociali della tarda modernità.
(Lampi di Stampa 2009)

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Intervista Sole 24 Ore Nòva 100
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Luciano Petullà, Davide Borrelli

Il videofonino

Genesi e orizzonti del telefono con le immagini

La videotelefonia come sistema di comunicazione è sempre rimasta ai margini del mondo telefonico e tuttavia la sua idea originaria ha stimolato lo sviluppo delle attuali piattaforme della comunicazione multimediale (voce, immagini, dati). Ripercorrendone criticamente la storia, il libro analizza le emergenze socio-culturali connesse ai nuovi scenari tecnologici, domandandosi se l’introduzione della comunicazione visiva nelle ultime generazioni della telefonia mobile possa avere lo stesso impatto sociale e antropologico ottenuto in questi anni dai messaggi vocali e alfabetici. L’approccio al tema si muove tra indagine socio-tecnica, analisi antropologica e riflessione fenomenologica: al pari di ogni dispositivo di comunicazione digitale, il videofonino si presenta, infatti, come una sorta di prisma dalle mille facce. L’invito, dunque, è a non focalizzarsi solo sul suo dare luce alle immagini, ma – recuperandone le radici simboliche – a rivolgere nuova attenzione alle infinite prospettive dei suoi presenti riflessi. Il testo contiene un saggio di John Durham Peters.
(Meltemi, 2007)
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Luciano Petullà, esperto di tecnologie della comunicazione e dell’informazione in rapporto con i loro contesti sociali e culturali, ha pubblicato L’Internet Telephony. Storia sociale di un medium della new economy (2002) e ha curato l’edizione italiana del libro di J. D. Peters Parlare al vento. Storia dell’idea di comunicazione (2005).

Davide Borrelli, docente di Scienze della comunicazione alle Università degli studi di Lecce e di Napoli “Suor Orsola Benincasa”, svolge attività di ricerca nel campo della storia sociale dei media e dell’industria culturale. Tra i suoi libri, Il filo dei discorsi. Teoria e storia sociale del telefono (2000).


Link dell' editore



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 Luciano Petullà  

L’Internet Telephony

Storia sociale di un medium della new economy
Prefazione di Alberto Abruzzese e Davide Borrelli
 
La storia dell’Internet Telephony – una tecnologia creata per trasportare la voce sulla rete Internet, nata al tempo della new economy ma che già nel nome ha il pregio di ibridare futuro e tradizione della comunicazione – consente di avviare una riflessione sul ruolo che la comunicazione, nei suoi vari livelli, assume nell’ambito di una società post-industriale che tenta faticosamente di innovare i propri sistemi tecno-organizzativi per conformarli ad una realtà che registra una crescente mobilità di uomini, merci, capitali e informazioni. Un mondo dunque che funziona già in reti che, associandosi, sempre più si sovrappongono alle divisioni territoriali e politiche del passato. Questo libro si propone a diversi tipi di lettura, da quella del tecnofilo delle reti telematiche (hobbista e/o professionista) a quella di chi, abituato a navigare tra le impalcature sovrastrutturali delle analisi sociali, vive con un certo stupore, e a volte disagio, l’improvvisa ed abnorme importanza che le tecnologie comunicative hanno assunto nella vita quotidiana. Su entrambi esercita una sollecitazione culturale: il tecnofilo, che si identificherà empaticamente in una parte delle vicende trattate laddove si descrive lo “spirito hacker” e il confronto tra i piccoli gruppi di progetto e i poteri forti delle multinazionali delle telecomunicazioni, dovrà leggere la tecnologia come elemento di un tessuto sociale e culturale molto più complesso; il secondo, invece, potrà entrare agevolmente – ma in maniera non banale – nel merito delle tecnologie telematiche, dei suoi linguaggi e delle sue pratiche, per riconoscervi, insieme al potere di dischiudere panorami inediti al consorzio umano in termini partecipativi e d’azione, la convergenza di molti significati.
(Rubettino, 2002)
 
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Collaborazioni

Contributo:

Niklas Luhmann e la consapevolezza sistemica

Sul feeling tecnologico e la chirurgia senza sangue/Sguardo sistemico e accoppiamenti strutturali/Complessità come irritazione


in:
 
Davide Borrelli
Pensare i media
I classici delle scienze sociali e la comunicazione

Carocci 2010
                                                     




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Contributo:

L'immediatezza delle rovine. Il pathos del transitorio al tempo delle reti

Abstract
Nella storia intellettuale della modernità le rovine hanno funzionato
come un dispositivo capace di cogliere la problematicità dei transiti in
contesti di vita materiale e culturali sempre più cangianti. Alla luce
di questa considerazione e della sua persistente vitalità euristica il saggio prova ad analizzare gli elementi che ne hanno caratterizzato l'elaborazione rapportandoli al parallelo sviluppo dei media e alle
nuove condizioni di esperienza e di domanda d'immediatezza.

in:
 Borrelli Davide e Di Cori Paola (a cura di)
 Rovine future

  Contributi per ripensare il presente
   
 Saggi di Emiliano Bevilacqua, Davide Borrelli,  Raul Calzoni, Luca Carbone, Paola Di Cori, Carlo  Grassi, Cecilia Guida, Eugenio Imbriani, Mariano  Longo, Luciano Petullà, Mario Pireddu, Sarah Siciliano, Luigi Spedicato, Ferdinando Spina, Marcello Strazzeri, Francesco Ventrella, Patrizia Veroli, Adachiara Zevi.

Lampi di stampa, 2010
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traduzione/postfazione

John Durham Peters

Parlare al vento

Storia dell'idea di comunicazione

Meltemi, 2005







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traduzione/postfazione

Steven Connor

La voce come medium

Storia culturale del ventriloquio

Sossella, 2007







             Radio3 SuiteRadio3 Suite
                    13/1/2008
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