Media e computer liquidi
Le dimensioni dell'ubiquitous computing e la ricattura del mondoLe tecnologie dell’informazione e della comunicazione si sono inserite stabilmente nelle trame dell’economia, della cultura e della società influenzando il rapporto che intratteniamo con la realtà circostante fino a stabilire interazioni che coinvolgono idee, cose, luoghi e avvenimenti che, al di là del luogo e del tempo, si legano con esperienze personali sempre più intime. La liquidità digitale dei media e dei computer è la via per accentuare ulteriormente il corto circuito tra la nostra nuda vita e il variegato mondo “esterno”. La disponibilità di risorse cross-mediali, la loro polverizzazione e diffusione nei materiali, nei corpi e nella stessa aria che respiriamo, insieme alla crescente facilità di utilizzo e alla loro plasmabilità progettuale, sono un elemento partecipe del più ampio reshuffling socio-culturale dell’epoca postindustriale.
Seguendo un approccio minimale che parte da esempi concreti dell’info-comunicazione ubiqua, il lavoro esamina le combinazioni che stanno ridefinendo il senso e la nostra sostanza di uomini della network society, così come l’emergere di dimensioni che sembrerebbero apparire “aliene”, delineando un movimento che, attraverso un’opera trasversale di ri-mediazione e di riappropriazione soggettiva e sociale, prova a superare la condizione di impersonalità e di sradicamento dal contesto (disembedding) tipiche dei sistemi tecno-sociali della tarda modernità.
(Lampi di Stampa 2009)
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Intervista Sole 24 Ore Nòva 100

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Il videofonino
Genesi e orizzonti del telefono con le immaginiLa videotelefonia come sistema di comunicazione è sempre rimasta ai margini del mondo telefonico e tuttavia la sua idea originaria ha stimolato lo sviluppo delle attuali piattaforme della comunicazione multimediale (voce, immagini, dati). Ripercorrendone criticamente la storia, il libro analizza le emergenze socio-culturali connesse ai nuovi scenari tecnologici, domandandosi se l’introduzione della comunicazione visiva nelle ultime generazioni della telefonia mobile possa avere lo stesso impatto sociale e antropologico ottenuto in questi anni dai messaggi vocali e alfabetici. L’approccio al tema si muove tra indagine socio-tecnica, analisi antropologica e riflessione fenomenologica: al pari di ogni dispositivo di comunicazione digitale, il videofonino si presenta, infatti, come una sorta di prisma dalle mille facce. L’invito, dunque, è a non focalizzarsi solo sul suo dare luce alle immagini, ma – recuperandone le radici simboliche – a rivolgere nuova attenzione alle infinite prospettive dei suoi presenti riflessi. Il testo contiene un saggio di John Durham Peters.
(Meltemi, 2007)
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Luciano Petullà, esperto di tecnologie della comunicazione e dell’informazione in rapporto con i loro contesti sociali e culturali, ha pubblicato L’Internet Telephony. Storia sociale di un medium della new economy (2002) e ha curato l’edizione italiana del libro di J. D. Peters Parlare al vento. Storia dell’idea di comunicazione (2005).
Davide Borrelli, docente di Scienze della comunicazione alle Università degli studi di Lecce e di Napoli “Suor Orsola Benincasa”, svolge attività di ricerca nel campo della storia sociale dei media e dell’industria culturale. Tra i suoi libri, Il filo dei discorsi. Teoria e storia sociale del telefono (2000).
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Luciano Petullà
L’Internet Telephony
Storia sociale di un medium della new economyTelefonare tramite internet è ormai una possibilità e un servizio alla portata di tutti gli utenti della Rete da quando le nostre case sono state raggiunte dalle connessioni veloci (fibra o linea adsl). Nel contempo, questi servizi stanno migrando velocemente oltre gli originari confini, sfruttando tutte le occasioni offerte in termini di integrazione tra le diverse tipologie di rete, fissa e mobile (wifi, wi-max, edge, umts, ecc.). L’alleanza tra Skype e l’operatore mobile di terza generazione H3G è, a questo proposito, una delle ultime operazioni.
Il libro sull’Internet Telephony - pubblicato nel 2002 - contempla ovviamente il successo e l’inevitabile espansione del fenomeno anche se non descrive nel dettaglio tutte le articolazioni che sarebbero state poi esplorate, e in qualche caso realizzate. La ricerca tuttavia ha la fortuna di cogliere il fenomeno in progress, recuperando storie, personaggi, documenti e dibattiti che ora sono, nell’universo rutilante e in perenne riconfigurazione di internet, per la maggior parte indisponibili e forse definitivamente perse - in ogni caso, difficilmente rintracciabili. Il testo, nato per comprendere le origini del fenomeno e le sue svariate sfaccettature - tecniche, economiche, sociali e culturali - assume così anche un valore testimoniale particolare, utile per cogliere il vero spirito e le reali istanze che hanno pervaso il periodo della new economy.
In effetti, guardando a questo recentissimo passato, non possiamo fare a meno di meravigliarci per come questi sviluppi tecnologici – che sembravano appannaggio di una ristretta cerchia di persone particolarmente abili e caparbie – siano entrati così naturalmente nei nostri discorsi e, soprattutto, nelle nostre pratiche di vita. Tutto ciò sembra confermare la fecondità di un approccio tematico ampio e trasversale allo studio delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, essendo queste allo stesso tempo espressioni e fattori costitutivi della nostra network society.
(Rubettino, 2002)
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Collaborazioni:
traduzione/postfazione
Parlare al vento
Storia dell'idea di comunicazioneMeltemi, 2005
traduzione/postfazione
Steven ConnorLa voce come medium
Storia culturale del ventriloquioSossella, 2007
Radio3 Suite13/1/2008
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