Libri

 

 

 

Mediascapes journal 8/2017

Lo splendore dei media. I mezzi di comunicazione che hanno fatto la storia

contributo:

Davide Borrelli, Luciano Petullà

Il prima e il dopo della vita con il telefono

 

Abstract

Our aim is to assess some problems, opportunities, challenges related to the history of the telephone, based on the assumption that the latter has played a decisive role in shaping modernity, due to its peculiar situational geography and social relations’ issues. At first, we briefly throw a glance at its “future past”, i.e. the foremost narratives that, since its origin, took place concerning its next-to-come effects. Finally, we focus on the latest developments, i.e., the telephone devices (the smartphone), in order to investigate new and old fears concerning the risks of both intrusiveness and a permanent and generalized surveillance.

Keywords: Social History of Telephone; Smartphone; Privacy; Telephone Tapping; Locative Media

Il presente articolo propone una rilettura critica dell’impatto culturale dell’avvento del telefono e delle sue attuali declinazioni, così come sono tematizzate nella letteratura scientifica e come emergono in alcuni aspetti dell’immaginario legati alle aspettative e alle inquietudini suscitate dal mezzo nel corso della sua evoluzione tecnologica.
Dopo aver trattato brevemente del problematico statuto del telefono in quanto fonte, oggetto e perfino motore di storia, l’articolo ripercorre alcune delle narrazioni, ansie e speranze che nel tempo hanno accompagnato lo sviluppo del mezzo e i suoi usi sociali. Infine, l’attenzione si sposta sulle più recenti piattaforme della comunicazione telefonica (lo smartphone) per rintracciarvi nuove e antiche paure legate al rischio di intrusività e di una sorveglianza uditiva permanente e generalizzata

FULL TEXT (PDF)

 

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luciano-petulla-mailchimp-cover

Il giorno che internet ci porta è un ebook gratuito che raccoglie, in una sequenza più ragionata e organica, alcuni degli interventi postati negli anni (2003-2015) rendendoli fruibili in un formato diversamente leggibile.
La collezione richiama passaggi critici che il tempo, ma anche i ritmi incessanti di un tale genere di sviluppi, tende inesorabilmente ad appiattire smussandone i contesti, i dibattiti, i sensi di meraviglia o le attese che li hanno sostanziati, rendendo così complicata una qualunque opera di orientamento .

Gli interventi sono stati raggrupati per sezioni tematiche che richiamano gli stimoli critici originari, che vedono la tecnologia, quella comunicativa in particolare, come un costrutto sociale che, muovendosi negli orizzonti di potere e moralità in cui individui e società si dibattono, soggiace a economie e mercati; stimola e cambia imprese; alimenta reti e culture; crea, modifica e innesta corpi, memorie e protesi.

 

 


 

Metamediummetamedium_cover, net economy e software culture
Storia sociale del telefono su Internet

Prefazione di Alberto Abruzzese e Davide Borrelli

Le ultime due decadi della storia umana ci hanno proiettato in una condizione di vita peculiare, in cui ciò che è definito “software culturale”, l’insieme di idee, pratiche, strumenti e linguaggi supportati e proceduralizzati tramite software funzionanti su reti telematiche, media sempre più il modo di rapportarci con le persone e il mondo. Tra le caratteristiche salienti dell’attuale scenario tele-comunicativo vi è così il tumultuoso incalzare di servizi e spazi esperienziali creati da remix digitali che ibridano i media tradizionali aprendoli a nuove possibilità funzionali ed espressive, attivando connessioni, selezioni e miscelazioni di risorse e contenuti appartenenti alle eterogenee comunità connesse in Rete. Nonostante l’apparente specificità, il racconto dell’integrazione tra telefono e rete internet illustra una tappa fondamentale della nostra svolta digitale, delineandone per tempo sostenibilità e logiche archetipali. Contrastando il nuovismo con la tensione di un passato più o meno recente, la storia esplicita molti degli elementi che sostanziano i dibattiti odierni e i fenomeni di social networking, svelando i cardini di un processo sistemico di cui preserva un quadro vivido e realistico avendone fotografato contesto e contingenze quando il “corpo era ancora caldo”.
(Liguori Editore 2011)

Link editore


MediaLiquidicover

Media e computer liquidi

Le dimensioni dell’ubiquitous computing e la ricattura del mondo

Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione si sono inserite stabilmente nelle trame dell’economia, della cultura e della società influenzando il rapporto che intratteniamo con la realtà circostante fino a stabilire interazioni che coinvolgono idee, cose, luoghi e avvenimenti che, al di là del luogo e del tempo, si legano con esperienze personali sempre più intime. La liquidità digitale dei media e dei computer è la via per accentuare ulteriormente il corto circuito tra la nostra nuda vita e il variegato mondo “esterno”. La disponibilità di risorse cross-mediali, la loro polverizzazione e diffusione nei materiali, nei corpi e nella stessa aria che respiriamo, insieme alla crescente facilità di utilizzo e alla loro plasmabilità progettuale, sono un elemento partecipe del più ampio reshuffling socio-culturale dell’epoca postindustriale.
Seguendo un approccio minimale che parte da esempi concreti dell’info-comunicazione ubiqua, il lavoro esamina le combinazioni che stanno ridefinendo il senso e la nostra sostanza di uomini della network society, così come l’emergere di dimensioni che sembrerebbero apparire “aliene”, delineando un movimento che, attraverso un’opera trasversale di ri-mediazione e di riappropriazione soggettiva e sociale, prova a superare la condizione di impersonalità e di sradicamento dal contesto (disembedding) tipiche dei sistemi tecno-sociali della tarda modernità.
(Lampi di Stampa 2009)

In libreria e online su

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nova09_testata_bottone3Intervista Sole 24 Ore Nòva 100

 


ilvideofoninoIl videofonino

Genesi e orizzonti del telefono con le immagini

La videotelefonia come sistema di comunicazione è sempre rimasta ai margini del mondo telefonico e tuttavia la sua idea originaria ha stimolato lo sviluppo delle attuali piattaforme della comunicazione multimediale (voce, immagini, dati). Ripercorrendone criticamente la storia, il libro analizza le emergenze socio-culturali connesse ai nuovi scenari tecnologici, domandandosi se l’introduzione della comunicazione visiva nelle ultime generazioni della telefonia mobile possa avere lo stesso impatto sociale e antropologico ottenuto in questi anni dai messaggi vocali e alfabetici. L’approccio al tema si muove tra indagine socio-tecnica, analisi antropologica e riflessione fenomenologica: al pari di ogni dispositivo di comunicazione digitale, il videofonino si presenta, infatti, come una sorta di prisma dalle mille facce. L’invito, dunque, è a non focalizzarsi solo sul suo dare luce alle immagini, ma – recuperandone le radici simboliche – a rivolgere nuova attenzione alle infinite prospettive dei suoi presenti riflessi. Il testo contiene un saggio di John Durham Peters.
(Meltemi, 2007)

Link dell’ editore

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Incontro 43a  Edizione della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro

Dal “Daily Pesaro Film Festival 28 giugno 2007”

MOBILE FRAME

Un incontro con Luciano Petullà e Davide Borrelli, autori del libro II Videofonino. Genesi e orizzonti del telefono con le immagini (Meltemi, 2007) spiega la presenza della sezione Concorso Video “L’attimo fuggente” nella 43a Edizione della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro e consacra, proprio con la presenza del libro in un festival cinematografico, l’integrazione mediale come nuova strategia di pubblicità.

VIDEO SPACE
L’idea del libro nasce dall’interesse professionale per le nuove tecnologie e dall’osservazione del legame che si crea con le società in cui nascono, crescono e si sviluppano. «Dal problema della visibilità, sentita più dagli operatori delle telecomunicazioni e dal ritmo martellante del loro marketing, che non dagli utenti stessi», dice Luciano Petullà, dal dato, ormai oggettivo e aggettivabile, che le aziende di comunicazione stanno spingendo molto più sulla vi-deofonia che non sulla radiofonia. I dati parlano chiaro: la quantità di traffico generata da YouTube quest’anno è pari a quella di Internet sei anni fa (un successo che ricorda gli inizi del XX secolo quando un terzo della popolazione newyorkese si riversava nelle sale cinematografiche). Nonostante sia una tecnologia relativamente recente, «il rapporto tra telefonino e immagine a distanza, almeno da un punto di vista di letteratura scientifica e di fiction, ha richiami molto più antichi», continua Petullà, «ad esempio nelle immagini del telefonoscopio di Albert Robida nel suo Ventunesimo secolo (1883), o nel fonotelefono del racconto di Jules Verne La giornata di un giornalista americano (1889)». Lo stesso Kubrick ragiona sul videofonino, che compare come “picturephone” nel film 2001: Odissea nello spazio, dove ne vengono colte, però, le sfumature negative, quelle di una tecnologia disumana e disumanizzante.
La tecnologia videofonica è, quindi, una tecnologia vecchia, quasi perdente perché accettata, non accolta. Nonostante le promesse iniziali del “un giorno sarai una star”, è prevalsa per un certo periodo la riservatezza dell’utente, la ritrosità nel gettare in pasto alla sfera pubblica la propria immagine privata. «Oggi la tecnologia videofonica è, forse, una riproposizione per sperimentare di nuovo certi incontri relazionali a distanza in quegli spazi che chiamiamo cyber space» (L.P). 0 video space?

IMMAGINAZIONE TRANSITIVA
L’attimo fuggente. Il frammento – frame – colto al volo. Da un clic. Quello del telefonino, quello dell’e-sperienza immediata o non mediata del singolo, libera da controlli, ricca di emozioni. Esperienziale e circostanziale, cartolina partecipativa ed evocativa, in movimento come contenuto e come forma. «Quelle che appaiono sullo schermo non sono immagini riproduttive, ma immagini attive che producono azioni, stabilendo connessioni operative (simboli) tra ordini diversi della realtà, tra la presenza e l’assenza, tra il vicino e il lontano, tra il sensibile e il soprasensibile…» (Davide Borrelli). Lo sguardo privato diventa pubblico. Visibile come notizia, invisibile nella genesi.
Visibile agli occhi di tutti, eppure dislocato, nascosto. L’identità del “dove sei?” si sostituisce a quella del “chi sei?”. Una scena che si gira tra le quinte del re-troscena, e viceversa. Un rapporto che si instaura tra «faccia e anima, tra l’esteriorità dei fenomeni e l’interiorità del loro senso (…). Il videofonino distanzia da sé la propria faccia e la porta lontano come se fosse una specie di avatar. Cosi, faccia e anima ten-dono a disaggregarsi, a differenziarsi e ad autonomizzarsi l’una dall’altra». Per questo il telefonino può considerasi di diritto «o-scena, nel senso etimologico del termine, ovvero mette in scena ciò che tradizionalmente era relegato nell’ambito del fuori scena, ciò che era sottratto alla sfera della visibilità colletti-va socialmente accettata» (D.B.). E in-fame, fuori fama, lontano dalla visibilità della notizia pubblica. Questo, almeno, il modo in cui viene etichettato dai vecchi media, che funzionano da gatekeepers, detentori del controllo dell’informazione, giudici di ciò che deve e non deve essere detto. Mentre il videofonino allestisce la scena informativa direttamente dalle persone, «offre la possibilità di osservare in statu nascenti, tutte quegli interessi, soggettività, rappresentazioni sociali e proiezioni immaginarie che sono in gioco nella formazione del relativo quadro di riferimento socio-tecnico» (D.B.).
Il singolo diventa creatore blasfemo di una realtà divina perché plasmata dall’occhio che si cela dietro un rettangolo, detentore di un quarto punto, quello del tempo labile, mobile. Mobile film. Mobile Frame. 0 “attimo fuggente”.

Valeria de Rubeis


internet telephonyL’Internet Telephony
Storia sociale di un medium della new economy

 

 

(Rubettino, 2002)

 

 

 

 

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Contributi

 

1) Il cloud computing. La nuova fabbrica dei media

2) Ubiquitous media. Il futuro che viviamo

in:

Davide BorrelMedia che cambiano_coverli e Mihaela Gavrila (a cura di)

Media che cambiano, parole che restano

Franco Angeli, 2013

 

 

Link editore

 

 

 


 

La generatività delle reti digitali

Sconfinamenti/ Governance sociale e policy delle telecomunicazioni/ Nuove architetture, nuovi contenuti

Abstract
La storia moderna dei media testimonia come un insieme di politiche pensate in termini tecnici ha influenzato sia le preoccupazioni economiche che riguardano l’innovazione e la crescita, sia i valori politici fondamentali dello sviluppo umano, della giustizia e della libertà. La generatività delle nuove reti digitali, ovvero la «capacità di un sistema di produrre cambiamenti non anticipati attraverso contributi non filtrati provenienti da strati diversi e ampi di persone», ci consente ora di affrontare le policy dell’informazione per quello che realmente sono: strategie di importanza fondamentale per l’economia politica e la qualità morale della società contemporanea.

in:

Delitti_coverBorrelli Davide, Messinetti Raffaella (a cura di)

Delitti e castighi della comunicazione

Mondadori 2011

 

 

 

 

 


Contributo:

Niklas Luhmann e la consapevolezza sistemica

Sul feeling tecnologico e la chirurgia senza sangue/Sguardo sistemico e accoppiamenti strutturali/Complessità come irritazione

in:

copertina_9788843053513Davide Borrelli

Pensare i media

I classici delle scienze sociali e la comunicazione

Carocci 2010

 

 


Contributo:

L’immediatezza delle rovine. Il pathos del transitorio al tempo delle reti

Abstract
Nella storia intellettuale della modernità le rovine hanno funzionato come un dispositivo capace di cogliere la problematicità dei transiti in contesti di vita materiale e culturali sempre più cangianti. Alla luce di questa considerazione e della sua persistente vitalità euristica il saggio prova ad analizzare gli elementi che ne hanno caratterizzato l’elaborazione rapportandoli al parallelo sviluppo dei media e alle nuove condizioni di esperienza e di domanda d’immediatezza.

In:

Cover_Rovine Davide Borrelli e Paola Di Cori (a cura di)

Rovine future

Contributi per ripensare il presente

Saggi di Emiliano Bevilacqua, Davide Borrelli,  Raul Calzoni, Luca Carbone, Paola Di Cori, Carlo  Grassi, Cecilia Guida, Eugenio Imbriani, Mariano  Longo, Luciano Petullà, Mario Pireddu, Sarah Siciliano, Luigi Spedicato, Ferdinando Spina, Marcello Strazzeri, Francesco Ventrella, Patrizia Veroli, Adachiara Zevi.

Lampi di stampa, 2010

 

 

 

 


traduzione/postfazione

voce come mediumSteven Connor

La voce come medium

Storia culturale del ventriloquio

Sossella, 2007

 

 

 

 

 

Radio3 Suite
13/1/2008
logoraiaudio_redascolta

 


traduzione/postfazione

Parlare al ventoJohn Durham Peters

Parlare al vento

Storia dell’idea di comunicazione

Meltemi, 2005