luciano petullà

systems and dimensions of new communication

La svolta real-time Le nuove frontiere della pubblicità si incardinano sempre di più ad un modo di vita sincretico, dove le esigenze che si presentano nell’immediatezza, caratteristica cara al marketing, pretendono di essere servite al meglio. D’altro canto, gli sviluppi dell’advertising online si trovano a proprio agio nel cavalcare due tendenze generali: a) la preferenza, da parte delle persone, a spostare o proseguire le attività sul versante mobile; b) l’esigenza di automatizzare al massimo i processi di gestione e vendita dei messaggi o del controllo delle relazioni commerciali sincronizzandoli alle informazioni che, provenienti direttamente dai contesti incorporati delle azioni umane, aiutano a indirizzare al meglio l’incontro tra la proposizione del contenuto e l’esigenza del consumatore. Grazie alla possibilità di avere informazioni puntuali sugli utilizzatori dei servizi e sulle loro correnti esigenze, soprattutto da quando è possibile recepirle all’interno dei social network, i circuiti automatizzati della collocazione pubblicitaria mirata stanno subendo un’ulteriore accelerazione. In sintesi, vi è la possibilità di implementare dei sistemi di Real Time Bidding (RTB) che si preoccupano di far incontrare all’istante domanda e offerta pubblicitaria in considerazione del massimo risultato in termini di targetizzazione, un processo win-win per le due parti, sempre più legato alla misura del…

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L’ad server è stato il primo esempio di agente pubblicitario informatizzato ed uno dei nodi di base degli ad networks. In pratica nasce come costola separata di un web server, vale a dire il computer e software1 collegato in rete che si occupa di organizzare e pubblicare quando richiesto i contenuti editoriali di un sito web. Vista la centralità dell’advertising e la sua natura altamente dinamica, sia in termini di relazioni commerciali che di tecniche, il lavoro pubblicitario viene così concentrato/specializzato in una piattaforma di servizio apposita e parallela con cui si acquisiscono e gestiscono le campagne pubblicitarie che l’editore del sito web vuole far passare, offrendo agli inserzionisti strumenti di inserimento e di orchestrazione dei messaggi, così come dettagliate analisi degli utilizzi. In effetti, fin dall’inizio l’ad server si mette a disposizione di quel mondo di agenti pubblicitari già tradizionalmente articolato in reti organizzative in cui risaltano i ruoli dei broker, vale a dire di coloro che aggregano/adattano/arricchiscono offerta e domanda degli spazi editoriali, facendole incontrare nello specifico. Negli stessi anni del decollo della pubblicità online (1995-1996) attorno agli ad server nascono modelli organizzativi e tecnologici diversi per la gestione dei propri spazi editoriali. Gli ad server possono essere…

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Il ventre molle di internet In un intervento appassionato e molto pubblicizzato, Ethan Zuckerman, intellettuale, giornalista e attivista digitale di successo, attualmente direttore del MIT Center for Civic Media, si è proclamato profondamente dispiaciuto di essere stato tra i primi supporter di quello che definisce  il “peccato originale di internet”, ovvero lo sfruttamento della pubblicità come modello di business per avviare e mantenere dei servizi online. Pur agendo in parallelo a molte altre persone e gruppi di interesse, una colpa precisa Zuckerman ha ragione di imputarsela essendo all’epoca (1995) l’ideatore  dell’odiosa tecnica del pop-up pubblicitario, ovvero quelle pagine web piene di consigli degli acquisiti che esplodono improvvisamente, frapponendosi (caoticamente) ai contenuti ricercati nei tragitti delle nostre navigazioni, spesso vere e proprie trappole in cui rimanere nervosamente impigliati durante i vani tentativi di disincagliamento. Il mea culpa del giornalista non è però rivolto contro la comunicazione pubblicitaria, piuttosto alla conseguenza del suo utilizzo come fonte di guadagno primaria per i servizi più popolari, che porta inevitabilmente alla implementazione e uso di tecniche tendenti a sorvegliare le attività degli utenti connessi. Nonostante si possa provare a ingegnarsi con sistemi di remunerazione diversi, la pubblicità è il driver più facile con cui gli imprenditori internettiani ancora…

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Parte 2/ Il bilanciamento della ricchezza tra rete e contenuti Come evidenziato nel precedente intervento, le scelte governative o statali hanno dunque modo di incidere su come il beneficio economico del “mercato internet” (vendere e comprare l’accesso all’informazione) si distribuisce. Attualmente sono gli ISP ad accusare uno scarso ritorno sugli investimenti, mentre i fornitori di contenuti — non tutti ma sicuramente quelli che sono diventati grandi player — vivono una condizione migliore. Scegliendo di alleggerire i principi della neutralità della rete gli ISP potrebbero far pagare differentemente i fornitori di contenuto per gli accessi instaurando un controllo sui contenuti veicolati così da gestire una adeguata policy sui flussi di traffico. Ma ciò, si è visto, potrebbe deprimere lo sviluppo dei contenuti in quanto la loro produzione, in un sistema di prioritizzazione su base economica dei relativi flussi penalizzerebbe i meno abbienti, mentre non si può neanche esseri sicuri  che gli investimenti sul fronte ISP crescano in quanto potrebbero prendere altre strade. In ogni caso, siamo in un orizzonte tecnologico che permetterebbe di applicare regimi più sofisticati rispetto a quello molto semplice del pagamento del solo accesso. Lo schema della tariffazione attuale e i nuovi modelli Essendo internet una rete di…

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La storia dei media e l’ascolto del tempo Nel marzo di quest’anno, nell’ambito della conferenza annuale della Association for Recorded Sound Collections, tenuta presso la Stanford University in Palo Alto, Calif.,  è stato presentata la prima registrazione audio della storia. La notizia è che, a differenza di quello che si è sempre saputo, i 10 secondi di canto risalgono al 9 aprile 1860 e sono stati “registrati” non da Thomas Alva Edison, passato alla storia come primo ideatore del fonografo, ma dal tipografo francese Eduard-Leon Scott de Martinville. Il francese avrebbe dunque anticipato di ben 17 anni la data ufficiale dell’invenzione, e la registrazione della voce che canta il brano popolare “Au clair de la lune”, incisa su una carta annerita, si rivela il reperto fisico più antico ancora riproducibile, che precede di 28 anni la più vecchia registrazione su cilindro di cera ancora disponibile. A onor di cronaca va ricordato che i ricercatori statunitensi hanno ripreso i flebili segni del canto impressi su carta trasducendoli, tramite una tecnica sofisticata, su un nuovo supporto. La prima registrazione audio (1860) ascolta Nonostante la scoperta sembri avviare una disputa simile a quella del telefono tra Meucci e Bell, e in effetti Scott…

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