luciano petullà

systems and dimensions of new communication

iPhone e Interflows L’altro giorno, leggendo dell’anniversario del lancio dell’iPhone – l’ormai supernoto e sempre universalmente desiderato smartphone targato Apple – mi sono  accorto che c’era un altro anniversario da festeggiare: la costituzione di questo mio spazio online.  Cinque anni fa, provando a ragionare in termini di logica e (soprattutto) di estetica, esordivo su  questo mio piccolo contenitore proprio parlando dell’iPhone – lo scritto è stato poi riversato nel libro Media e computer liquidi (2008). Al tempo, il lancio del prodotto suscitò un eccitamento popolare che, come dimostrano gli odierni (unanimi tributi) ma anche i fenomenali dati di mercato, non ha poi deluso. L’argomento si presentava interessante per diversi motivi e stimolava una ricerca sulle relazioni che un medium della comunicazione riesce a instaurare con le persone in termini di funzionalità ma anche di sensibilità, emozione e intelligenza, dando forma e canalizzando esperienze condivisibili, un tema che, con l’esplosione dei media  digitali nella nostra vita quotidiana, acquista una costante centralità (Diodato, Somaini 2011) – anche per le evidenti implicazioni ideative e produttive nel settore ICT. In più, la materia ben si prestava a essere trattata con un approccio mediologico, per cui i media della comunicazione andrebbero pensati «come ‘luogo’ dell’esperienza contemporanea, come…

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Socialità dell’IT e luoghi comuni Un po’ prima dell’inizio di questa estate è accaduto un evento curioso intorno al telefono più famoso al mondo, o meglio, alla sua ultima versione. Il celeberrimo iPhone versione 4 della Apple è stato presentato dal capo azienda Steve Jobs  a giugno del 2010. Come al solito l’esibizione è  stata molto seguita anche se, questa volta, screziata da alcuni inconvenienti. Già durante l’appuntamento, presenti in sala un folto gruppo di giornalisti collegati online con le rispettive testate o direttamente ai loro blog, si sono verificate delle situazioni mediaticamente spiacevoli. Essendo un telefono-computer la dimostrazione verteva per lo più sulle caratteristiche di scambio dati e sul funzionamento di applicazioni complesse che richiedevano una buona capacità di connessione rete. Invece, i canali wi-fi erano così intasati che Jobs, per andare avanti, ha chiesto cortesemente (scusandosi) ai presenti in sala di evitare di connettersi. Si sa, le demo sono sempre a forte rischio di figuraccia ma nel caso dell’iPhone 4 il problema più rilevante si è manifestato a presentazione conclusa. La sorpresa mancina Circa un mese più tardi, alcuni utenti, soprattutto mancini, iniziano a denunciare la perdita improvvisa del contatto vocale mentre si sta conversando. Immediatamente, è questo…

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Le dimensioni dell’ubiquitous computing e la ricattura del mondo È questo il titolo e sottotitolo di un mio  libro che raccoglie una serie di riflessioni sui modi e la pervasività con cui le nuove tecnologie digitali stanno amalgamandosi con le nostre vite contribuendo a trasformarle. Spesso sono osservazioni nate in seguito allo sviluppo o al lancio di particolari prodotti/gadget tecnologici, figlie delle meraviglie che in questi momenti accomunano specialisti e appassionati, di dibattiti e osservazioni estremamente interessanti che avrebbero meritato, per intensità e acutezza dello sguardo, una maggiore attenzione. Nel frattempo, siamo tutti sempre più assorbiti in una fitta rete telematica che funziona come un’infrastruttura dematerializzata/deterritorializzata ma reale e vitale, con cui e su cui esperiamo e sviluppiamo le più diverse emozioni/attività, organizzandovi reti sociali su scale che, nella loro indefinitezza per la nostra crescente condizione sincronica, definiamo glocali (globali/locali). In realtà, come è stato notato, è nella nostra natura prendere le infrastrutture come scontate, percepirle come qualcosa che “sta là”, pronta all’uso e completamente trasparente, qualcosa su cui qualcosa d’altro “gira” o “opera”, che siano i binari su cui viaggiano le carrozze o i computer che eseguono i programmi. Esse rimangono nel sottofondo, sottratte alla scena, ritirate in una…

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