luciano petullà

systems and dimensions of new communication

Essere o non essere Charlie Hebdo All’indomani delle stragi parigine dell’7 e 9 gennaio 2015 è stato grande il senso di trasporto e di solidarietà verso le vittime e la nazione colpite dai terribili eventi, e, almeno in quei frangenti, si è voluto aderire senza indugi agli stessi valori simbolici che, per attività e appartenenze, i morti e feriti rappresentavano per i loro carnefici. Il conio dello slogan Je suis Charlie e la sua popolarità e adesione a livello planetario hanno voluto in fondo trasmettere sia l’impeto partecipativo che la distanza dalla bieca violenza dei terroristi – che in questo caso esercitano  richiamandosi al radicalismo islamico. Allo stesso tempo, e per il caso specifico della quasi intera decimazione della redazione di un settimanale satirico, si è voluto stroncare fortissimamente qualunque pretesa folle di poter giustificare le azioni sanguinarie come una possibile e giusta reazione alla libertà di critica, da tempo funzione cardine dei sistemi democratici, particolarmente in Francia. All’indomani delle dovute reazioni iniziali, sul tema della libertà di espressione e sui nuovi contesti mediali in cui ci stiamo abituando a vivere e operare conviene tornare più approfonditamente per provare a comprendere meglio i termini della nostra convivenza nella nuova realtà globale. In effetti, non…

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