luciano petullà

systems and dimensions of new communication

I primi 25 anni di Linux Oltre ad essere una delle arti distintive della modernità, la musica jazz è spesso citata come modello organizzativo ed espressivo ideale per la sua capacità di stabilire il giusto interplay fra l’idiosincraticità dell’individuo e l’armonia del gruppo – caratteristicamente, e a turno, i musicisti hanno la massima libertà di esprimersi creando, rispetto al tema e alle armonie centrali, variazioni musicali che diventano veri temi alternativi in schemi che, quando riusciti, si sposano con le sensibilità e il lavoro degli altri componenti del gruppo. Tale produzione di innovazione collettivamente controllata mi fa pensare alla storia e ai risultati raggiunti dai prodotti e dai progetti che si richiamano allo sviluppo di software open source, ovvero del software applicativo che si giova dei contributi di qualunque soggetto sia in grado di comprenderne le funzionalità leggendone il codice sorgente – la condizione esplicita per partecipare è quella di mantenere il codice aperto e documentato cosicché qualunque persona possa migliorarlo e/o aggiungere nuove funzionalità. Consentire il libero utilizzo del software e lasciare il codice aperto vuol dire mettere a disposizione di tutti il file originario contenente le istruzioni date al computer – istruzioni scritte in un linguaggio leggibile da…

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Origini ed evoluzione Una delle tesi più interessanti sulle tecniche pubblicitarie e di marketing ci spiega come la loro nascita scaturisca dalla reazione ad uno stato avanzante di crisi di controllo (Beniger, 1986). La forte spinta industriale dell’Ottocento potenziò enormemente una capacità produttiva che, improvvisamente, si trovò nelle condizione di dover e/o poter allargare il raggio della vendita, espandendo gli orizzonti del mercato e del consumo. Il marketing e l’advertising si posero il problema di studiare ed elaborare se e come far incontrare e collimare gli interessi ormai “diffusi” di produttori e consumatori. A distanza di secoli possiamo dire che il marketing ha guadagnato stima e dignità riguardo al compito originario. Sull’efficacia della pubblicità, invece, i pareri sono meno concordi se ancora oggi vediamo come continui ad imperare il detto spray and pray. Le chance di scrollarsi di dosso questo eterno scetticismo sull’effettiva capacità di agganciare con cognizione e tempismo le puntuali esigenze della potenziale utenza sono però di molto aumentate con la diffusione e utilizzazione della comunicazione online. Iniziando questa riflessione una considerazione va fatta su ciò che abbiamo nel frattempo sperimentato: dove vi è la possibilità di trovare ambienti/eventi polarizzanti un’umana attenzione vi è ormai certezza di imbattersi…

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Oltre Apple, Facebook e Twitter: contesti e sviluppi delle “altre” applicazioni da start-up Nel nostro precedente post ci eravamo impegnati a ritornare sul rapporto curato dalla KPGP, con la regia di Mary Meeker, dedicato alle evoluzioni di business avvenute in internet nel  2015.  Il motivo è che attraverso la sua lettura saremmo  stati aiutati a entrare con maggiore dettaglio e ragione in quella fantasmagoria di attività che, muovendosi sulla e intorno alla rete, sempre più trovano le vie per coagularsi in proposte imprenditoriali durevoli che diventano poi infrastrutture per il nostro agire in molteplici ambiti di vita. Insomma, un modo per indirizzare l’attenzione oltre i soliti protagonisti quali i vari Facebook, Apple, Twitter, aziende che paiono saturare per i più gli orizzonti internettiani.  Premettiamo che il rapporto, parlando di applicazioni e sistemi digitali, ha un indubbio outlook globale ma una base applicativa che è focalizzata, almeno inizialmente, sul mercato statunitense. Ma ciò non rappresenta un problema in quanto lo scopo è di fornire un esempio di esplorazione finalizzato ad aprire una finestra su alcuni degli sviluppi imprenditoriali che il mondo della rete sta rendendo possibili. Il contesto digitale Iniziamo delineando il contesto delle persone connesse in rete la cui importanza, da tempo, sembra essere vista sempre con un duplice obiettivo: a livello di…

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Le complicate correlazioni degli analisti dell’ICT Mary Meeker, conosciuta come la “regina della rete”, è una donna molto apprezzata nel panorama tecnologico mondiale benché, avendo veleggiando tra “gloria e infamia” anche come analista finanziaria nel mondo delle aziende digitali, la sua fama debba ancora scontare una coda polemica nel suo paese natio (USA). Operando nel campo fin dagli anni Novanta ella si è trovata infatti ad attraversare quel periodo economicamente tumultuoso della bolla speculativa internettiana conosciuto come dotcom bust (2001). Per rammentare sinteticamente, nell’arco di 2 anni ben 450 nuove aziende digitali si offrirono sul mercato borsistico con proprie proposte IPO (Initial Public Offering) basandosi su modelli di business innovativi ma, per la maggior parte, altrettanto incerti se non fantasiosi. Il fascino high-tech non adeguatamente supportato dalla diffusione capillare di infrastrutture e dall’attecchimento culturale e sociale, e dunque da reali esigenze di consumo, trasse in inganno molti piccoli e grandi investitori. Con il senno di poi si può tranquillamente dire che, per chi aveva l’onere di valutare e consigliare, la vera impresa sarebbe stata quella di uscirne completamente indenni! In ogni caso, il crollo borsistico fece molte vittime tra aziende e investitori ma sappiamo che non tutto, pensando a realtà come Amazon, Ebay…

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Retoriche ed ebbrezza degli effetti In continuità con gli ultimi contributi, tratteremo qui il tema della velocità prendendo in considerazione una sua ultima declinazione diventata a noi particolarmente cara, la velocità di accesso alle reti di telecomunicazioni. Considerata da tempo obiettivo primario per lo sviluppo economico e sociale in quasi tutte le nazioni del mondo — garanzia di una fluida e costante connettività tra persone/ambienti digitalmente attrezzati — possiamo affermare che questa nuova condizione tecnologica si sta rivelando, usando la definizione con cui l’antropologo ed economista Karl Polanyi descriveva la connaturalità a fondere le nostre esistenze con le moderne infrastrutture tecnologiche (1944), una “realtà inesorabile”. Al riguardo, ci permettiamo  di ordire una piccola premessa. Quando sentiamo discettare di velocità d’accesso siamo istintivamente portati a pensare che sia, fondamentalmente, un problema più tecnico, importante ma poco affascinante. Anzi, per dirla tutta, abbastanza noioso. In effetti, l’ampiezza dello spettro tematico che dovrebbe interessare le forme e i media della comunicazione, proprio alla luce della scarsa comprensione della nostra plasticità fisica e psichica e delle attrattive culturali della modernità, risulta essere un problema che attanaglia anche i cosiddetti ambiti scientifici. Nonostante le continue prove degli effetti trasversali e profondi che le nuove condizioni…

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