luciano petullà

systems and dimensions of new communication

L’incubo delle gabbie e il lievito delle contraddizioni Per i paesi collocati geograficamente e culturalmente nella regione occidentale del mondo  il mese di agosto è notoriamente un periodo in cui i pensieri per le vacanze, nella loro effettiva possibilità di concretizzazione — quindi di frustrazione o soddisfazione — possono favorire sentimenti controversi ma quasi tutti portatori di distrazione. Non conosciamo le effettive ragioni, ma potremmo anche pensare che sia questa la ragione che ha favorito il brutto incidente in cui è incappato Google, uno dei  pilastri fondamentali di internet — scherzosamente, qualcuno ha imputato il fatto alla decisione della stessa di non permettere più ai propri dipendenti di utilizzare il 20% del tempo di lavoro per progetti che esulano dai compiti specificamente assegnati…). Per la prima volta dopo molti anni — ma ora Google ha veramente un ruolo molto più centrale nella Rete — tutti i servizi dell’azienda sono venuti a mancare comportando un blackout di 11 minuti, in Europa dalle 1:37alle 1:48 AM del giorno 17/8/2013. La cosa impressionante è che il traffico globale di internet, secondo la ricostruzione di alcuni analisti, è contemporaneamente sceso di oltre il 40%!! Dunque, un evento enorme. “Come utenti siamo abituati a confidare…

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Retoriche ed ebbrezza degli effetti In continuità con gli ultimi contributi, tratteremo qui il tema della velocità prendendo in considerazione una sua ultima declinazione diventata a noi particolarmente cara, la velocità di accesso alle reti di telecomunicazioni. Considerata da tempo obiettivo primario per lo sviluppo economico e sociale in quasi tutte le nazioni del mondo — garanzia di una fluida e costante connettività tra persone/ambienti digitalmente attrezzati — possiamo affermare che questa nuova condizione tecnologica si sta rivelando, usando la definizione con cui l’antropologo ed economista Karl Polanyi descriveva la connaturalità a fondere le nostre esistenze con le moderne infrastrutture tecnologiche (1944), una “realtà inesorabile”. Al riguardo, ci permettiamo  di ordire una piccola premessa. Quando sentiamo discettare di velocità d’accesso siamo istintivamente portati a pensare che sia, fondamentalmente, un problema più tecnico, importante ma poco affascinante. Anzi, per dirla tutta, abbastanza noioso. In effetti, l’ampiezza dello spettro tematico che dovrebbe interessare le forme e i media della comunicazione, proprio alla luce della scarsa comprensione della nostra plasticità fisica e psichica e delle attrattive culturali della modernità, risulta essere un problema che attanaglia anche i cosiddetti ambiti scientifici. Nonostante le continue prove degli effetti trasversali e profondi che le nuove condizioni…

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Su crisi settoriali e insidie del diritto Nonostante la consapevolezza di avere sempre da guadagnare nel ragionare anche in termini prospettici – di conoscere le cose e vederle as a big picture –, spesso soffriamo la mancanza o la non facile reperibilità di analisi appropriate. Assorbiti dagli impegni, fiaccati nelle forze o distratti dall’iper-attivismo di una contro-informazione interessata, rimaniamo  alla mercé delle correnti mainstream, ancorati a idee molto parziali e deboli per supportare/contestare azioni e decisioni che confinano la nostra agibilità mediale. In realtà, soprattutto con il decollo e adozione di internet nella vita delle singole persone, siamo continuamente sollecitati da parte dei vari policy-maker – a loro volta smossi direttamente o indirettamente dalle azioni o lagnanze settoriali – a prendere posizione su argomenti quali la pirateria dei contenuti mediali e il contrasto a pratiche che distruggono valore e lavoro nelle industrie culturali e di telecomunicazione. Nonostante abbia scelto da tempo una forma lunga dei contributi per il mio simil-blog, avrei un compito comunque difficile nel raccogliere e discorrere l’insieme delle problematiche che,  per avere un’idea equilibrata della questione, dovrei richiamare: lo spettro tematico parte normalmente dall’economia, passa per il diritto e approda inevitabilmente alla democrazia. Quando ho provato a sviluppare…

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Il web 2.0 e lo spirito delle culture tecniche amatoriali L’evoluzione delle attuali piattaforme ICT (Information and Communication Technology) verso un’interazione utente che abbina la facilità d’uso a crescenti potenzialità nella creazione, gestione e condivisione di contenuti riguardanti le attività più varie è comunemente indicata con il termine web 2.0. La definizione, coniata nel tipico stile che annuncia l’aggiornamento di un software, descrive la seconda nuova ondata di tecnologie internet. A differenza delle precedenti, sviluppatesi durante la prima fase del web (1995-2005), gli ultimi avanzamenti esaltano maggiormente la natura dinamica, aperta, relazionale e distribuita della rete, agevolando l’inserimento negli spazi digitali di una miriade di ambienti espressivi personali e/o di gruppo che, senza soluzione di continuità tra il tempo di lavoro e di svago, si organizzano secondo le nostre logiche tipicamente sociali, oscillanti tra gli interessi specifici e una voglia più indefinita di relazioni. L’esenzione del lavoro tecnico Il fenomeno dei social network, con le sue nuove forme di aggregazione cybersociali, coinvolge ormai centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, rivelandosi una forza in continua crescita. I siti che propongono tali generi di attività hanno tra i loro punti forti la gratuità di un’offerta comprendente strumenti e risorse…

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