luciano petullà

systems and dimensions of new communication

Oltre Apple, Facebook e Twitter: contesti e sviluppi delle “altre” applicazioni da start-up Nel nostro precedente post ci eravamo impegnati a ritornare sul rapporto curato dalla KPGP, con la regia di Mary Meeker, dedicato alle evoluzioni di business avvenute in internet nel  2015.  Il motivo è che attraverso la sua lettura saremmo  stati aiutati a entrare con maggiore dettaglio e ragione in quella fantasmagoria di attività che, muovendosi sulla e intorno alla rete, sempre più trovano le vie per coagularsi in proposte imprenditoriali durevoli che diventano poi infrastrutture per il nostro agire in molteplici ambiti di vita. Insomma, un modo per indirizzare l’attenzione oltre i soliti protagonisti quali i vari Facebook, Apple, Twitter, aziende che paiono saturare per i più gli orizzonti internettiani.  Premettiamo che il rapporto, parlando di applicazioni e sistemi digitali, ha un indubbio outlook globale ma una base applicativa che è focalizzata, almeno inizialmente, sul mercato statunitense. Ma ciò non rappresenta un problema in quanto lo scopo è di fornire un esempio di esplorazione finalizzato ad aprire una finestra su alcuni degli sviluppi imprenditoriali che il mondo della rete sta rendendo possibili. Il contesto digitale Iniziamo delineando il contesto delle persone connesse in rete la cui importanza, da tempo, sembra essere vista sempre con un duplice obiettivo: a livello di…

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Le complicate correlazioni degli analisti dell’ICT Mary Meeker, conosciuta come la “regina della rete”, è una donna molto apprezzata nel panorama tecnologico mondiale benché, avendo veleggiando tra “gloria e infamia” anche come analista finanziaria nel mondo delle aziende digitali, la sua fama debba ancora scontare una coda polemica nel suo paese natio (USA). Operando nel campo fin dagli anni Novanta ella si è trovata infatti ad attraversare quel periodo economicamente tumultuoso della bolla speculativa internettiana conosciuto come dotcom bust (2001). Per rammentare sinteticamente, nell’arco di 2 anni ben 450 nuove aziende digitali si offrirono sul mercato borsistico con proprie proposte IPO (Initial Public Offering) basandosi su modelli di business innovativi ma, per la maggior parte, altrettanto incerti se non fantasiosi. Il fascino high-tech non adeguatamente supportato dalla diffusione capillare di infrastrutture e dall’attecchimento culturale e sociale, e dunque da reali esigenze di consumo, trasse in inganno molti piccoli e grandi investitori. Con il senno di poi si può tranquillamente dire che, per chi aveva l’onere di valutare e consigliare, la vera impresa sarebbe stata quella di uscirne completamente indenni! In ogni caso, il crollo borsistico fece molte vittime tra aziende e investitori ma sappiamo che non tutto, pensando a realtà come Amazon, Ebay…

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Su crisi settoriali e insidie del diritto Nonostante la consapevolezza di avere sempre da guadagnare nel ragionare anche in termini prospettici – di conoscere le cose e vederle as a big picture –, spesso soffriamo la mancanza o la non facile reperibilità di analisi appropriate. Assorbiti dagli impegni, fiaccati nelle forze o distratti dall’iper-attivismo di una contro-informazione interessata, rimaniamo  alla mercé delle correnti mainstream, ancorati a idee molto parziali e deboli per supportare/contestare azioni e decisioni che confinano la nostra agibilità mediale. In realtà, soprattutto con il decollo e adozione di internet nella vita delle singole persone, siamo continuamente sollecitati da parte dei vari policy-maker – a loro volta smossi direttamente o indirettamente dalle azioni o lagnanze settoriali – a prendere posizione su argomenti quali la pirateria dei contenuti mediali e il contrasto a pratiche che distruggono valore e lavoro nelle industrie culturali e di telecomunicazione. Nonostante abbia scelto da tempo una forma lunga dei contributi per il mio simil-blog, avrei un compito comunque difficile nel raccogliere e discorrere l’insieme delle problematiche che,  per avere un’idea equilibrata della questione, dovrei richiamare: lo spettro tematico parte normalmente dall’economia, passa per il diritto e approda inevitabilmente alla democrazia. Quando ho provato a sviluppare…

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