luciano petullà

systems and dimensions of new communication

Appendice alla storia del telefono Insieme a molti altri autori sono stato invitato a contribuire a una riflessione sugli sviluppi dei media avendo come filo conduttore l’aspetto evolutivo e quindi storico di alcuni medium particolarmente importanti. In linea con una certa specializzazione e insieme ad un acuto compagno di avventura ci siamo così soffermati sul telefono provando a far emergere per grandi linee e con un taglio sociotecnico le evoluzioni e implicazioni di questo fondamentale dispositivo mediale della modernità. Il breve saggio, “Il prima e il dopo della vita con il telefono”, è disponibile presso il sito della rivista Mediascape Journal. Ne parlo qui non tanto per pubblicizzarlo ma per ritornare criticamente sul senso del lavoro svolto alla luce degli interventi con cui si trova ora associato. A posteriori, la pubblicazione dell’insieme dei contributi rimanda spesso a un’ulteriore riflessione riguardo a cosa poi abbia più sollecitato i partecipanti rispetto al compito originariamente assegnato, il che diventa anche occasione per aggiungere quello che, per esigenze di linearità espositiva e di format, non si è potuto allora inserire. Il “cold case” dei media A rileggere l’insieme delle riflessioni si rimane davvero affascinati dalla molteplicità delle angolazioni che il tema storia/e e media…

Read More

Teorie e pratiche di un concepimento Il mondo tutto sta festeggiando i 10 anni del telefono che funziona tramite internet. Anche se la storia della telefonia e della videotelefonia sulla Rete non coincide certo con quella di Skype, è innegabile che nella pratica del consumo  sia Skype il sinonimo di chat video/telefonica per la maggior parte delle persone al mondo – fatto facilmente riconosciuto anche da chi è emigrato su altre piattaforme. In realtà, il concepimento vero così come il lancio di software similari ma meno “fortunati” lo precedono di molti anni, quasi una decade, ed è parte di un sommovimento molto profondo e ampio che produrrà tutte le conseguenze che stiamo esperendo per l’intera filiera delle vecchie e nuove tele-comunicazioni. Da questo punto di vista è molto giusto ricordare con tanta enfasi l’avvento del telefono internettiano. Tra le iniziative che vogliono evidenziare l’avvenimento, mi piace segnalare quella del giornale inglese The Guardian che ha aperto sulla sua pagina di giornale online e su twitter (#skypestories) dei canali per ricevere sintetici feedback sul valore o l’uso di questo medium per le persone. Il flusso dei commenti e la varietà di storie, attività, usi, nazionalità degli utenti, così come critiche alle…

Read More

Socialità dell’IT e luoghi comuni Un po’ prima dell’inizio di questa estate è accaduto un evento curioso intorno al telefono più famoso al mondo, o meglio, alla sua ultima versione. Il celeberrimo iPhone versione 4 della Apple è stato presentato dal capo azienda Steve Jobs  a giugno del 2010. Come al solito l’esibizione è  stata molto seguita anche se, questa volta, screziata da alcuni inconvenienti. Già durante l’appuntamento, presenti in sala un folto gruppo di giornalisti collegati online con le rispettive testate o direttamente ai loro blog, si sono verificate delle situazioni mediaticamente spiacevoli. Essendo un telefono-computer la dimostrazione verteva per lo più sulle caratteristiche di scambio dati e sul funzionamento di applicazioni complesse che richiedevano una buona capacità di connessione rete. Invece, i canali wi-fi erano così intasati che Jobs, per andare avanti, ha chiesto cortesemente (scusandosi) ai presenti in sala di evitare di connettersi. Si sa, le demo sono sempre a forte rischio di figuraccia ma nel caso dell’iPhone 4 il problema più rilevante si è manifestato a presentazione conclusa. La sorpresa mancina Circa un mese più tardi, alcuni utenti, soprattutto mancini, iniziano a denunciare la perdita improvvisa del contatto vocale mentre si sta conversando. Immediatamente, è questo…

Read More

L’adozione delle tecnologie Ict nelle società emergenti e gli impatti sociali, culturali ed economici Non è poi trascorso così tanto tempo da quando in un articolo  ragionavamo attorno alla possibilità di circoscrivere per il telefono un’area specifica di studi sociali. In quest’arco temporale su di esso si è continuato a riflettere e scrivere molto, mentre sono aumentati gli studiosi che, in ogni parte del mondo, si sono aggiunti al gruppo, concentrandosi sia su aspetti generali che specifici con trattati che non hanno risparmiato quasi nulla, e il quasi ci preserva da ogni ulteriore e sicura sorpresa. In effetti, se si deve trovare un’analogia per descrivere un qualche fenomeno legato alle nuove tecnologie di rete e si vuole essere compresi, non si rimane quasi mai delusi nel cercarla nell’ambito telefonico. La cosa sorprendente è che la pratica non funziona solo in una direzione, recuperare ed evidenziare tramite il telefono quello che di simile, per altri versi, è già accaduto o è stato esperito, ma anche in fase proiettiva, vale a dire seguirlo come mezzo di comunicazione e propulsore per lo sviluppo e la ri-configurazione di processi sociali fondamentali, di cui le società complesse dei diversi Occidenti tendono a perdere la sensibilità…

Read More

La storia dei media e l’ascolto del tempo Nel marzo di quest’anno, nell’ambito della conferenza annuale della Association for Recorded Sound Collections, tenuta presso la Stanford University in Palo Alto, Calif.,  è stato presentata la prima registrazione audio della storia. La notizia è che, a differenza di quello che si è sempre saputo, i 10 secondi di canto risalgono al 9 aprile 1860 e sono stati “registrati” non da Thomas Alva Edison, passato alla storia come primo ideatore del fonografo, ma dal tipografo francese Eduard-Leon Scott de Martinville. Il francese avrebbe dunque anticipato di ben 17 anni la data ufficiale dell’invenzione, e la registrazione della voce che canta il brano popolare “Au clair de la lune”, incisa su una carta annerita, si rivela il reperto fisico più antico ancora riproducibile, che precede di 28 anni la più vecchia registrazione su cilindro di cera ancora disponibile. A onor di cronaca va ricordato che i ricercatori statunitensi hanno ripreso i flebili segni del canto impressi su carta trasducendoli, tramite una tecnica sofisticata, su un nuovo supporto. La prima registrazione audio (1860) ascolta Nonostante la scoperta sembri avviare una disputa simile a quella del telefono tra Meucci e Bell, e in effetti Scott…

Read More

Nell’ultimo romanzo, il maestro del brivido Stephen King vede il cellulare, in linea con certa tradizione letteraria, come spia di degenerazione umana Se l’obiettivo di Stephen King è di stupire e atterrire, devo ammettere che con me lo scopo è stato raggiunto già all’atto di sfogliare superficialmente le pagine del suo libro più recente, Cell (Sperling & Kupfer, pp. 544). Quando il mio sguardo è caduto sulle pagine finali non ho saputo trattenere un sobbalzo vedendo inserite le bozze del suo prossimo romanzo, non perché meravigliato della sua peraltro notoria prolificità ma perché trascritte con la sua grafia manuale, che pare essere la modalità con cui l’autore lavora ai suoi lunghi racconti. Non credo ci sia indizio più preciso, nell’era dei “word processor” e delle memorie digitali, per documentare al meglio la sua resistenza antitecnologica, peraltro ampiamente dispensata nell’opera. A dire il vero, nel mondo in cui viviamo, costruito e mantenuto in precario ma miracoloso (dis)equilibrio da un’infinita quantità di sistemi tecnici, scovare in un qualche artefatto tecnologico la ragione per sollecitare un certo turbamento è uno sport facile e invitante. Nello specifico, nel romanzo sono i cellulari ad agire come agenti di disordine e irrazionalità, diventando latori di misteriosi…

Read More