luciano petullà

systems and dimensions of new communication

Con/testi di integrazione al marketing L’indagine di Beniger, indirizzata a spiegare l’origine della società dell’informazione, riassume crisi e reazione a livello di produzione, distribuzione e consumo e include le tecnologie e i processi implementati per ottenere un controllo generalizzato per il livello più alto, ovvero quello sociale. Sarebbe veramente arduo dare conto delle sue analisi in questo contesto ma troviamo utile riportare due tabelle in cui si riassumono le principali innovazioni che, finalizzate a realizzare tali controlli, sono nate tra il 1830-1939, e ciò per dare conto di come esse1 debbano essere viste nella loro più ampia interrelazione. Sebbene forse ancora troppo vicini e immersi in una transizione dai segnali non facilmente decifrabili, non vi è dubbio che lo schema e le suddivisione dei livelli di controllo elaborate per la rivoluzione industriale potrebbero essere uno spunto per provare a distribuire nelle varie sezioni processi e tecnologie dell’attuale rivoluzione digitale, un quadro in cui troveremmo gli avanzamenti apportati in termini di marketing digitale, quelli almeno che si stanno con successo affermando. Certo, l’affermazione nelle nostre società di una realtà che tende a fondarsi su logiche informazionali (infosfera) – sia perché attraverso di essa si tende a simulare ogni fenomeno per poterlo…

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Con/testi di integrazione al marketing In questo ultimo periodo mi sto dedicando ad approfondire il tema del marketing digitale nella speranza di riuscire a organizzare una pubblicazione agile che ne spieghi gli aspetti essenziali. In attesa della chiusura del lavoro voglio anticipare alcune osservazioni introduttive sul tema che hanno avuto per sfondo le problematiche più generali del marketing. L’introduzione sarà rilasciata in 2 parti.   Dagli anni Novanta del XX secolo le persone sono venute in contatto, in maniera sempre più coinvolgente, con nuovi modi di comunicare, socializzare, informarsi e agire intermediando tali attività con dispositivi personali computerizzati interconnessi a reti digitali presenti in ogni zona abitata del mondo. L’adozione e diffusione sociale delle pratiche digitali, native ormai per le ultime generazioni ma fatte proprie in varie forme dagli adulti di ogni età, ha pervaso ogni sorta di attività, interessando, tra l’altro, anche i modi di fare e gestire imprese, oltre alle abitudini e azioni relative al consumo. In questi settori il digitale è stato un fattore propulsivo di novità quando adottato dai primi innovatori (early adapter) che ne hanno saputo sfruttare le potenzialità, e tutto fa pensare che, seguendo il ciclo di adozione delle innovazioni formulato da Rogers, siamo…

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In internet tutti sanno che puoi  essere un cane Ne è passato di tempo, socialmente e tecnologicamente parlando, da quando una vignetta sul New Yorker (1993) disegnata da Peter Steiner riassumeva ingegnosamente tanto le potenzialità che i rischi delle interazioni in rete, diventando così un meme sulla condizione di anonimità degli utenti connessi online. La frase “nessuno sa che sei un cane in internet” proferita da un cane al suo collega poteva essere interpretata almeno in un doppio senso. Da una parte come stato democratico di liberazione relazionale rispetto ai condizionamenti materiali – classe, genere, esteriorità corporea, età…. e qui addirittura specie –, una idealizzazione delle relazioni puramente discorsive che, pensando alla inclusione degli animali, appariva meno radicale del sogno della intelligenza artificiale di Alain Touring, che voleva allargare la partecipazione anche a entità parlanti costruite artificialmente. Dall’altra parte, la vignetta si presentava come monito a valutare la “qualità” dei contatti online, che fornisce a chiunque libertà di impostura. L’attuale orizzonte dominato dagli account social e dall’ostentazioni quasi obbligate di immagini personali (ma con concessione di ritocchi estetici preventivi) parrebbe aver calmierato parte dell’ansia. Il “fake”, invece, è forse diventato più insidioso essendosi spostato sui contenuti, e comunque ora è…

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Appendice alla storia del telefono Insieme a molti altri autori sono stato invitato a contribuire a una riflessione sugli sviluppi dei media avendo come filo conduttore l’aspetto evolutivo e quindi storico di alcuni medium particolarmente importanti. In linea con una certa specializzazione e insieme ad un acuto compagno di avventura ci siamo così soffermati sul telefono provando a far emergere per grandi linee e con un taglio sociotecnico le evoluzioni e implicazioni di questo fondamentale dispositivo mediale della modernità. Il breve saggio, “Il prima e il dopo della vita con il telefono”, è disponibile presso il sito della rivista Mediascape Journal. Ne parlo qui non tanto per pubblicizzarlo ma per ritornare criticamente sul senso del lavoro svolto alla luce degli interventi con cui si trova ora associato. A posteriori, la pubblicazione dell’insieme dei contributi rimanda spesso a un’ulteriore riflessione riguardo a cosa poi abbia più sollecitato i partecipanti rispetto al compito originariamente assegnato, il che diventa anche occasione per aggiungere quello che, per esigenze di linearità espositiva e di format, non si è potuto allora inserire. Il “cold case” dei media A rileggere l’insieme delle riflessioni si rimane davvero affascinati dalla molteplicità delle angolazioni che il tema storia/e e media…

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Promesse e incubi dell’autoveicolo autonomo In un mondo in continuo scombussolamento il tema del driverless automotive appare esageratamente supponente nel suo obiettivo di automatizzare completamente la guida degli autoveicoli facendo a meno di un autista umano. La pretesa è quella di dare vita ad auto capaci di dominare tutti gli eventi a contorno e raggiungere mete prestabilite con il solo impegno di comunicarle. Saliremo in macchina e non dovremo preoccuparci se non di rilassarci e impegnarci in qualche modo, sicuri di essere comunque trasportati laddove desideriamo, chiusi in un bozzolo che realizza sia una forma meccanizzata di teletrasporto che l’immunizzazione alle contaminazioni empatiche degli accadimenti. Non so quante siano o dove possano trovarsi corsie stradali così predisposte o predisponibili a combinarsi per operare in questo servizio in modalità end-to-end. Se dovessi avanzare un’ipotesi, allertato anche dalla continua procrastinazione delle date di lancio effettivo del prodotto/servizio, direi che all’industria automobilistica più che il fine interessino gli stimoli e le ricadute che il percorso del progetto comunque comporta. Pensando alla capacità del settore di mobilitare enormi capitali e alla necessità di doversi rilanciare attraverso sfide esagerate, sulla strategia si potrebbe anche concordare. In fondo, cosa rimane attualmente del fascino automobilistico o della…

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I primi 25 anni di Linux Oltre ad essere una delle arti distintive della modernità, la musica jazz è spesso citata come modello organizzativo ed espressivo ideale per la sua capacità di stabilire il giusto interplay fra l’idiosincraticità dell’individuo e l’armonia del gruppo – caratteristicamente, e a turno, i musicisti hanno la massima libertà di esprimersi creando, rispetto al tema e alle armonie centrali, variazioni musicali che diventano veri temi alternativi in schemi che, quando riusciti, si sposano con le sensibilità e il lavoro degli altri componenti del gruppo. Tale produzione di innovazione collettivamente controllata mi fa pensare alla storia e ai risultati raggiunti dai prodotti e dai progetti che si richiamano allo sviluppo di software open source, ovvero del software applicativo che si giova dei contributi di qualunque soggetto sia in grado di comprenderne le funzionalità leggendone il codice sorgente – la condizione esplicita per partecipare è quella di mantenere il codice aperto e documentato cosicché qualunque persona possa migliorarlo e/o aggiungere nuove funzionalità. Consentire il libero utilizzo del software e lasciare il codice aperto vuol dire mettere a disposizione di tutti il file originario contenente le istruzioni date al computer – istruzioni scritte in un linguaggio leggibile da…

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La svolta real-time Le nuove frontiere della pubblicità si incardinano sempre di più ad un modo di vita sincretico, dove le esigenze che si presentano nell’immediatezza, caratteristica cara al marketing, pretendono di essere servite al meglio. D’altro canto, gli sviluppi dell’advertising online si trovano a proprio agio nel cavalcare due tendenze generali: a) la preferenza, da parte delle persone, a spostare o proseguire le attività sul versante mobile; b) l’esigenza di automatizzare al massimo i processi di gestione e vendita dei messaggi o del controllo delle relazioni commerciali sincronizzandoli alle informazioni che, provenienti direttamente dai contesti incorporati delle azioni umane, aiutano a indirizzare al meglio l’incontro tra la proposizione del contenuto e l’esigenza del consumatore. Grazie alla possibilità di avere informazioni puntuali sugli utilizzatori dei servizi e sulle loro correnti esigenze, soprattutto da quando è possibile recepirle all’interno dei social network, i circuiti automatizzati della collocazione pubblicitaria mirata stanno subendo un’ulteriore accelerazione. In sintesi, vi è la possibilità di implementare dei sistemi di Real Time Bidding (RTB) che si preoccupano di far incontrare all’istante domanda e offerta pubblicitaria in considerazione del massimo risultato in termini di targetizzazione, un processo win-win per le due parti, sempre più legato alla misura del…

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L’ad server è stato il primo esempio di agente pubblicitario informatizzato ed uno dei nodi di base degli ad networks. In pratica nasce come costola separata di un web server, vale a dire il computer e software1 collegato in rete che si occupa di organizzare e pubblicare quando richiesto i contenuti editoriali di un sito web. Vista la centralità dell’advertising e la sua natura altamente dinamica, sia in termini di relazioni commerciali che di tecniche, il lavoro pubblicitario viene così concentrato/specializzato in una piattaforma di servizio apposita e parallela con cui si acquisiscono e gestiscono le campagne pubblicitarie che l’editore del sito web vuole far passare, offrendo agli inserzionisti strumenti di inserimento e di orchestrazione dei messaggi, così come dettagliate analisi degli utilizzi. In effetti, fin dall’inizio l’ad server si mette a disposizione di quel mondo di agenti pubblicitari già tradizionalmente articolato in reti organizzative in cui risaltano i ruoli dei broker, vale a dire di coloro che aggregano/adattano/arricchiscono offerta e domanda degli spazi editoriali, facendole incontrare nello specifico. Negli stessi anni del decollo della pubblicità online (1995-1996) attorno agli ad server nascono modelli organizzativi e tecnologici diversi per la gestione dei propri spazi editoriali. Gli ad server possono essere…

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Origini ed evoluzione Una delle tesi più interessanti sulle tecniche pubblicitarie e di marketing ci spiega come la loro nascita scaturisca dalla reazione ad uno stato avanzante di crisi di controllo (Beniger, 1986). La forte spinta industriale dell’Ottocento potenziò enormemente una capacità produttiva che, improvvisamente, si trovò nelle condizione di dover e/o poter allargare il raggio della vendita, espandendo gli orizzonti del mercato e del consumo. Il marketing e l’advertising si posero il problema di studiare ed elaborare se e come far incontrare e collimare gli interessi ormai “diffusi” di produttori e consumatori. A distanza di secoli possiamo dire che il marketing ha guadagnato stima e dignità riguardo al compito originario. Sull’efficacia della pubblicità, invece, i pareri sono meno concordi se ancora oggi vediamo come continui ad imperare il detto spray and pray. Le chance di scrollarsi di dosso questo eterno scetticismo sull’effettiva capacità di agganciare con cognizione e tempismo le puntuali esigenze della potenziale utenza sono però di molto aumentate con la diffusione e utilizzazione della comunicazione online. Iniziando questa riflessione una considerazione va fatta su ciò che abbiamo nel frattempo sperimentato: dove vi è la possibilità di trovare ambienti/eventi polarizzanti un’umana attenzione vi è ormai certezza di imbattersi…

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Oltre Apple, Facebook e Twitter: contesti e sviluppi delle “altre” applicazioni da start-up Nel nostro precedente post ci eravamo impegnati a ritornare sul rapporto curato dalla KPGP, con la regia di Mary Meeker, dedicato alle evoluzioni di business avvenute in internet nel  2015.  Il motivo è che attraverso la sua lettura saremmo  stati aiutati a entrare con maggiore dettaglio e ragione in quella fantasmagoria di attività che, muovendosi sulla e intorno alla rete, sempre più trovano le vie per coagularsi in proposte imprenditoriali durevoli che diventano poi infrastrutture per il nostro agire in molteplici ambiti di vita. Insomma, un modo per indirizzare l’attenzione oltre i soliti protagonisti quali i vari Facebook, Apple, Twitter, aziende che paiono saturare per i più gli orizzonti internettiani.  Premettiamo che il rapporto, parlando di applicazioni e sistemi digitali, ha un indubbio outlook globale ma una base applicativa che è focalizzata, almeno inizialmente, sul mercato statunitense. Ma ciò non rappresenta un problema in quanto lo scopo è di fornire un esempio di esplorazione finalizzato ad aprire una finestra su alcuni degli sviluppi imprenditoriali che il mondo della rete sta rendendo possibili. Il contesto digitale Iniziamo delineando il contesto delle persone connesse in rete la cui importanza, da tempo, sembra essere vista sempre con un duplice obiettivo: a livello di…

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