luciano petullà

systems and dimensions of new communication

Le strategie di adeguamento secondo  uno studio finanziato dalla MacArthur Foundation Se dovessimo indicare il dispositivo elettronico che, oltre al cellulare, è più probabile trovare addosso a una persona che vive nelle regioni del mondo tecnologizzato, non sbaglieremmo nel rispondere un qualche piccolo dispositivo ma con un innesto USB. La diffusione e adozione di apparati quali le “chiavette di memoria” o i sofisticati player audio/video per mantenere e trasportare programmi/file o le amate playlist personali seguono l’incredibile sviluppo della micro-circuitistica e l’affermazione dello standard di interfaccia Universal Serial Bus. Il sistema di presa-spina USB  sembra sia riuscito a mantenere la promessa sbandierata nel suo nome e, in versione normale o mini, lo troviamo presente in quasi tutti i dispositivi elettronici che vogliono agevolare la inter-connessione digitale in una facile logica “plug ‘n play”. E così, dati e programmi utilizzati in ambiti e attività diverse, prodotti e sorgenti per progetti personali, si saldano in mobilità a tutto il resto del nostro patrimonio di intelligenza e sensibilità, interpenetrandoci all’hardware e software delle macchine computerizzate distribuite nei luoghi delle nostre vite. L’USB come metafora Il sistema USB è diventato infine una metafora per indicare la crescente e forte ibridazione tra universi che consideravamo…

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