luciano petullà

systems and dimensions of new communication

In un volume pubblicato da Meltemi viene analizzata la genesi del percorso comunicativo congiungendo le dinamiche sociali, storiche e anche culturali Nell’ambito dell’interazione umana la comunicazione di massa non gode della stessa considerazione del dialogo. Anche se viviamo in società complesse di per sé inconcepibili senza il pieno dispiegamento delle capacità disseminative, le concezioni che abbiamo sull’argomento, maturate all’interno di una lunga tradizione di visioni e dibattiti contrastanti, stentano a comprendere i limiti e le possibilità delle dinamiche comunicative in relazione alle condizioni materiali e culturali, divenendo spesso, pregiudizialmente, dei veri e propri modelli normativi. Nel libro Parlare al vento. Storia dell’idea di comunicazione (Meltemi, pp. 478), lo studioso statunitense John Durham Peters ne ripercorre la storia con sguardo disincantato ma eticamente impegnato e, visto che la comunicazione ha un campo di accezione notoriamente esteso, decide di farci intraprendere un approfondito “scavo archeologico” nella sua genealogia. L’Occidente comunicativo: da Platone alla rivoluzione digitale A considerare i compagni di viaggio o i temi scelti per tale indagine si potrebbero avanzare delle perplessità sul fatto che il saggio possa avere una così grande presa sui nostri attuali enigmi. Gente abbastanza insolita, se escludiamo tutta la serie dei teorici – filosofi, psicologi, semiologi,…

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Il periodo che attraversiamo è indelebilmente contrassegnato dal fenomeno digitale. Il suo espandersi non solo innova ma riadatta anche le precedenti tecniche di produzione, trasmissione e registrazione dei segnali elementari che, opportunamente elaborati, permettono di alimentare il nostro mondo comunicativo. La trasformazione dei segnali elettroottici nel linguaggio più essenziale ed economico dei bit, un codice che si sposa più facilmente con le intelligenze distribuite dei sempre più minuscoli e potenti chip elettronici, ha infine coinvolto anche il pianeta televisione. L’avvento del digitale In verità, per l’industria televisiva non è una novità in assoluto: da decenni queste tecniche sono presenti nel mondo tv, prima nella produzione e successivamente nella distribuzione, com’è evidente dalle apparecchiature domestiche quali parabole satellitari e decoder digitali. Ma il rinnovamento digitale di cui stiamo parlando, che ha fornito lo spunto per riformare il sistema televisivo italiano, riguarda questa volta la distribuzione terrestre del segnale aereo diretto che andrà a sostituire il glorioso e comune vettore analogico captato attraverso la normale antenna tv. Il nostro intervento non ha l’intento di appesantire il già vasto panorama dei commenti per richiamare un qualche aspetto peculiare della tribolata riforma, ma vuole soffermarsi sulla vicenda per l’ammanto ideologico più esterno e neutrale…

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