luciano petullà

systems and dimensions of new communication

+Digital Literacy-Digital Divide Un recente scambio di opinioni avvenuto tramite articoli pubblicati su riviste e giornali di pregiata tradizione editoriale ci spinge ad avanzare delle considerazioni sullo stato della critica dei nuovi sistemi di comunicazione. Più precisamente, sull’atteggiamento che potrebbe risultare migliore per gestirne la complessità crescente considerato che, davanti a tanta effervescenza innovativa, ci sentiremo sempre in una posizione di difetto. La riflessione che vorrei avanzare è semplice e lapalissiana ma per alcuni ardua da accettare: la comunicazione digitale che fluisce e si costruisce tramite gli innumerevoli e cangianti software sulle reti fisse e mobili di telecomunicazione è divenuta (e rimarrà) una condizione esistenziale sempre più importante e ineludibile. In quanto elemento o ambiente connettivo onnipresente, e in quanto prodotto di un continuo e inarrestabile sviluppo, dobbiamo solo convincerci di a-u-scultarla, di comprenderne la volontà (vedi la “provocazione” di Kevin Kelly) ma anche, ancor meglio,  di caricarci personalmente di uno spirito di agency più attivo (vedi Howard Rheingold). Lo status incerto di digital divide La discussione cui accennavamo ruota attorno ad un argomento classico del settore ICT ovvero il problema delle ineguaglianze all’accesso e all’uso delle nuove piattaforme mediali da parte di persone collocate in ambiti geografici e, in…

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