luciano petullà

systems and dimensions of new communication

I giornali nella tempesta digitale In una deliziosa intervista sul futuro dei giornali di fronte all’incalzare travolgente del mondo online e all’accesso open alle informazioni il giornalista Piero Ottone ci offre alcune  interessanti riflessioni dall’alto di una esperienza ultra decennale. Il suo invito è quello di guardare avanti e, allo stesso tempo, indietro. Più precisamente, al 1850. In quel periodo il telegrafo mise così tanto in allarme l’universo giornalistico, prefigurando gli stessi scenari apocalittici attuali, che ci possiamo permettere di chiamare il freschissimo iPad della Apple — il nuovo e atteso tablet, simbolo della tendenza ad acquisire, distribuire o leggere libri e quotidiani in formato digitale su ogni genere di apparati dotati di schermo video — il “telegrafo prêt à porter” (2010). A parte un’inesattezza — il telegrafo in quel periodo era con e non senza fili, cosa per cui dovremo attendere la fine del secolo grazie alla sua estensione sulle onde radio “marconiane” — il  parallelo è pregevole perché ha la capacità di trattare la tecnologia senza particolari paraocchi, riannodandola a tutti i processi con cui (da tempo) sa incardinarci. Il telegrafo non fu la fine del giornalismo ma anzi l’inizio dell’informazione e del giornalismo moderno veicolati su carta…

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Il web 2.0 e lo spirito delle culture tecniche amatoriali L’evoluzione delle attuali piattaforme ICT (Information and Communication Technology) verso un’interazione utente che abbina la facilità d’uso a crescenti potenzialità nella creazione, gestione e condivisione di contenuti riguardanti le attività più varie è comunemente indicata con il termine web 2.0. La definizione, coniata nel tipico stile che annuncia l’aggiornamento di un software, descrive la seconda nuova ondata di tecnologie internet. A differenza delle precedenti, sviluppatesi durante la prima fase del web (1995-2005), gli ultimi avanzamenti esaltano maggiormente la natura dinamica, aperta, relazionale e distribuita della rete, agevolando l’inserimento negli spazi digitali di una miriade di ambienti espressivi personali e/o di gruppo che, senza soluzione di continuità tra il tempo di lavoro e di svago, si organizzano secondo le nostre logiche tipicamente sociali, oscillanti tra gli interessi specifici e una voglia più indefinita di relazioni. L’esenzione del lavoro tecnico Il fenomeno dei social network, con le sue nuove forme di aggregazione cybersociali, coinvolge ormai centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, rivelandosi una forza in continua crescita. I siti che propongono tali generi di attività hanno tra i loro punti forti la gratuità di un’offerta comprendente strumenti e risorse…

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