luciano petullà

systems and dimensions of new communication

La cultura del real-time Parte 2/ La telemediatizzazione Ad un certo punto della sua analisi del nuovo contesto legato alla condizione di immediatezza, John Tomlinson sembra vivere un certo disagio. Si accorge di dover documentare un passaggio importante nell’esperire umano che potrebbe esporlo a possibili critiche, quelle che, nella nostra introduzione, dicevamo riservate in genere ai mediologi per la loro insistenza (fissazione) riguardo alla centralità dei media per aspetti fondamentali della vita delle persone. Tra i molti fattori da considerare nel passaggio da una cultura della velocità ad una dell’immediatezza, la telemediatizzazione è il più rilevante. Con “telemediatizzazione” — un termine poco elegante ma relativamente preciso — intendo la crescente implicazione delle comunicazioni elettroniche e dei sistemi dei media nella costituzione dell’esperienza quotidiana. Le attività di telemediatizzazione — guardare la televisione, scrivere da tastiere, navigare nei menù degli schermi di computer, cliccare, pigiare tasti, parlare e mandare messaggi con il telefono cellulare, inserire codice PIN e condurre transazioni tramite tastiere — possono essere considerate come pratiche culturali e modi univoci nel presentare l’esperienza alla coscienza. Esse occupano uno spazio nei flussi quotidiani dell’esperienza all’interno del mondo di vita dell’individuo che è distinto e tuttavia integrato con le interazioni faccia-a-faccia della…

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La cultura del real-time Parte 1/ L’ideologia della velocità In questi ultimi anni abbiamo letto e assistito a sviscerate discussioni sui cambiamenti apportati alla nostra mente dagli strumenti digitali e dalla Rete, soprattutto dopo la loro definitiva affermazione e diffusione conseguente al popolamento delle grandi reti dei social network. Commentando le molte riflessioni sul tema all’interno del suo ultimo lavoro Ossessioni collettive, l’indomabile teorico e critico dei media Geert Lovink lamenta come sia facile che questo genere di analisi manchino di studiare le molteplici logiche culturali meno ovvie – il tempo reale, il linkare opposto al “mi piace”, l’ascesa dei web nazionali [ …e non riescano a dare…] risalto a quegli aspetti quotidiani nell’uso di internet che spesso passano inosservati […trascurando così di evidenziare quelle caratteristiche grazie a cui può infondersi la…] vita all’interno del mondo tecnologico (2012, p. 77). Stiamo accorgendoci, evidentemente,  dello scarto qualitativo che si sta creando tra le analisi e teorie che provano a spiegare i nuovi sviluppi mediali e le pratiche adottate da una crescente moltitudine umana. Una distanza difficile da colmare, come afferma il mediologo Alberto Abruzzese, se si continuano a studiare i media con “strumentazioni” e approcci concettuali inadeguati. Ad esempio, non si…

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Nell’ultimo romanzo, il maestro del brivido Stephen King vede il cellulare, in linea con certa tradizione letteraria, come spia di degenerazione umana Se l’obiettivo di Stephen King è di stupire e atterrire, devo ammettere che con me lo scopo è stato raggiunto già all’atto di sfogliare superficialmente le pagine del suo libro più recente, Cell (Sperling & Kupfer, pp. 544). Quando il mio sguardo è caduto sulle pagine finali non ho saputo trattenere un sobbalzo vedendo inserite le bozze del suo prossimo romanzo, non perché meravigliato della sua peraltro notoria prolificità ma perché trascritte con la sua grafia manuale, che pare essere la modalità con cui l’autore lavora ai suoi lunghi racconti. Non credo ci sia indizio più preciso, nell’era dei “word processor” e delle memorie digitali, per documentare al meglio la sua resistenza antitecnologica, peraltro ampiamente dispensata nell’opera. A dire il vero, nel mondo in cui viviamo, costruito e mantenuto in precario ma miracoloso (dis)equilibrio da un’infinita quantità di sistemi tecnici, scovare in un qualche artefatto tecnologico la ragione per sollecitare un certo turbamento è uno sport facile e invitante. Nello specifico, nel romanzo sono i cellulari ad agire come agenti di disordine e irrazionalità, diventando latori di misteriosi…

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